Calcio Italiano Amauri: «Juve, Diego è forte come Kakà

Amauri: «Juve, Diego è forte come Kakà

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Intervista esclusva all’attaccante: «Nel cambio la serie A non ci ha rimesso. Diego è un grandissimo giocatore, ci aiuterà a compiere il salto di qualità. Il ragazzo ha lo spirito vincente e tanta, tanta classe»
DiegoAmauri è appe­na tornato, come recita una nota pubblicità, ma Camoranesi e compagni possono stare tranquilli, il bomber non ha nessuna intenzione di rilassarsi, men che meno di spegne­re i riflettori. Quelli devo­no rimanere bene accesi per illuminare le future imprese sue e della Juve tutta. Il brasiliano ( «Ma a settembre finalmente sarò cittadino italiano, ormai tutti i problemi so­no superati» ) ha infatti trascorso gli ultimi gior­ni di vacanza lavorando sodo a Cesenatico, il che la dice lunga su come ap­procci la stagione che va a iniziare. Le intenzioni del bomber di Carapicuí­ba si possono riassumere così: presentarsi in ritiro tirato a lucido, partire forte e non fermarsi più. Come vedremo, non è cer­to l’entusiasmo a fargli difetto.



Amauri, la Juve sembra avere scoperto il piane­ta Brasile… Limitandoci ai dati di fatto: lo scorso anno è arrivato lei, a questo giro Diego.
«Cosa di cui sono molto contento a prescindere dalla questione della na­zionalità. Diego è un grandissimo giocatore e ci aiuterà a compiere un ulteriore salto di qualità. Il ragazzo ha lo spirito vincente e tanta, tanta classe».

Il padre di Diego ci ha confidato che vede in lei il Pizarro della situazio­ne. Il figlio costruisce, Amauri- Pizarro finaliz­za, proprio come accade­va nel Werder Brema.
«Spero sia così, comunque i benefici dell’arrivo di Diego si faranno sentire per tutti noi attaccanti, anche se è vero che alme­no sotto il profilo fisico ci sono delle analogie tra il sottoscritto e il peruvia­no».

E ha aggiunto che lei e Diego siete in costante contatto.
«È vero, ci sentiamo spesso. Diego mi ha chia­mato anche prima di fir­mare con la Juve, per chiedermi molti dettagli sulla società, la squadra, la città. Non so quanto fosse tentato dal Bayern, io comunque gli ho spie­gato quanto penso bene della Juventus e di Tori­no. Fin dal primo momen­to in cui sono arrivato in questa realtà mi sono tro­vato come a casa mia e ho cercato di trasmettere a Diego che questo è il luo­go ideale per dare consi­stenza ai propri sogni cal­cistici» .

Il Milan ha perso Kakà, altro suo grande amico. Prevale il rimpianto, do­vuto al fatto che non se lo ritroverà più di fron­te, o la soddisfazione per lo stesso motivo?
«Un po’ dispiace sempre, mica troppo però. Qui mi voglio sbilanciare. Il calcio italiano ha per­so Kakà, ma trovando Diego non ci ha rimesso. La vera, grande, differen­za è che Ricardo giocava nel MIlan, mentre Diego lo farà nella Juve. Quindi no, non sono dispiaciuto affatto».



Fonte: Tutto Sport di Gianni Lovato



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