Calcio Italiano Baptista attacca: «Favori all’Inter? Anche la Juve…»

Baptista attacca: «Favori all’Inter? Anche la Juve…»

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L’attaccante brasiliano della Roma parla così degli arbitraggi in Italia: «Ho visto quattro volte i bianconeri ed è sempre stata una cosa incredibile. Non ho mai visto nulla di simile nell’arco della mia carriera»

 

BaptistaJulio Baptista attacca la Juventus. In un’intervista al ‘Guerin Sportivo’, l’attaccante brasiliano della Roma parla così degli arbitraggi in Italia: «Favori all’Inter? A mio modo di vedere la cosa non riguarda solo l’Inter. Ho visto quattro volte la Juventus ed è sempre stata una cosa incredibile. Un giorno vorrò capire come si possa fare così. Il guardalinee era a un passo da un giocatore bianconero in netta posizione di fuorigioco. Il pallone ha raggiunto questo giocatore in fuorigioco e il guardalinee non ha fatto niente. Non ho mai visto nulla di simile nell’arco della mia carriera». Gli arbitri stanno falsando il campionato? «No, questo no. Sennò è un casino. Il calcio non sarebbe più una cosa bella, ma manipolata. Certo: non ho mai visto certe cose in altri tornei, ma penso che non lo facciano a posta». Parliamo di errori che possono condizionare un torneo. «Un conto è sbagliare una cosa difficile, un altro è commettere errori troppo semplici. Mi spiego: se tu guardalinee vedi che un giocatore è in fuorigioco, sei in ottima posizione per verificare la cosa, perché non alzi la bandierina?». Siamo fermi alla parola magica: perché? «Perché a mio modo di pensare c’è una certa protezione per le squadre più grandi».

IL SILENZIO NON PREMIA – La Roma è protetta? «No, assolutamente. Non è protetta. A parte il fallo di mano di Mexes contro l’Udinese, non ha certo ricevuto aiuti». Dunque De Rossi ha fatto bene a sfogarsi dopo la gara con l’Inter, affermando: «Temo che non vincerò mai uno scudetto con la Roma». Un messaggio chiaro. «Sì, ha fatto bene. È un discorso complicato. Dobbiamo fare ancora tanto cammino e giocare molte gare. Dopo una frase come quella di Daniele, c’è il rischio che tutti, compreso l’arbitro, pur vedendo cosa accade in campo, vengano contro di noi. Per questo non mi piace parlare dei direttori di gara: ormai sappiamo come funziona». Però il silenzio non sempre premia. «È vero. Ma non dobbiamo essere solo noi giocatori a parlare, deve farlo anche la società. La Roma non si è ancora schierata, ma deve farlo. Perché quando accadono certe cose al Real Madrid o al Barcellona, parlano tutti: squadra e club. Se non si è convinti delle cose che accadono, si deve intervenire con un comunicato. Lo aspetto».

AMAURI E IL BRASILE – Voltiamo pagina: Amauri e Taddei fanno bene ad abbandonare la Seleçao e puntare alla Nazionale italiana? «Amauri è venuto presto in Europa, non è mai andato in nazionale e nessuno in Brasile lo conosceva. Davanti a lui ci sono Luis Fabiano, Pato, Robinho: non troverebbe comunque spazio. Pure Rodrigo, che in Brasile è più conosciuto di Amauri, farà bene a puntare sull’azzurro». A proposito di nazionale, quale vedi favorita per il Mondiale? «Germania o Italia sono in grado di mettere paura a tutti. Ma il parterre è ricco: occhio alla Francia e al mio Brasile».


Fonte: Corriere dello Sport

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