Calcio Italiano Borriello: «Scusa Napoli, ma tifo Milan»

Borriello: «Scusa Napoli, ma tifo Milan»

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L’attaccante rossonero: «Non sono arrivato in azzurro perché i dirigenti non mi hanno voluto. Donadoni? Gli auguro di fare bene in una piazza difficile»

 

BorrielloUn napoletano che tifa Milan è difficile da trovare. Un napoletano che tifa Milan quando i rossoneri giocano contro il Napoli ancora di più. Ma se quel napoletano si chiama Marco Borriello e nel Milan ci gioca (anzi, non gioca perché infortunato, ma cambia poco), allora il discorso è diverso. L’attaccante rossonero, intervistato per la trasmissione “Spaccanapoli”, racconta le sue emozioni a meno di una settimana dalla grande sfida del San Paolo. Ecco i brani più interessanti dell’intervista.

DONADONI – Il match sarà particolare soprattutto per Roberto Donadoni, che ha passato una vita al Milan e adesso si trova sulla panchina del Napoli. Per il tecnico bergamasco non è la prima volta da avversario con i rossoneri (due precedenti col Livorno: una vittoria e una sconfitta), ma l’emozione sarà comunque tanta. Borriello, però, considera un altro aspetto. E quando gli viene chiesto se Donadoni è l’uomo giusto per far uscire il Napoli dalla crisi risponde così: «Credo di sì, perché é un professionista, uno che sta attento al minimo dettaglio. Napoli è una piazza difficile, si dovrà prima ambientare però ha le capacità per fare bene». Un giudizio lusinghiero, dunque. Che non risente del fatto che agli ultimi Europei l’allora ct della nazionale all’attaccante del Milan (allora reduce da una splendida stagione al Genoa) non ha fatto giocare nemmeno un minuto: «Certo, mi sarebbe piaciuto giocare almeno un minuto – afferma Borriello – anche perché Toni in cinque partite non ha mai fatto gol! E quindi un attaccante spera sempre di avere una chance. Non l’ho avuta, però lo ringrazio. Gli faccio il mio in bocca al lupo per questa sua nuova avventura».

MALEDIZIONE SAN PAOLO – L’anno scorso col Genoa giocò in un ambiente spettrale perché il San Paolo era senza spettatori. Questa volta non ci sarà proprio perché infortunato. Abbastanza perché Borriello parli di una “maledizione”: «Mi dispiace non essere di questa partita – dichiara – ci tenevo tanto! Ancora una volta non potrò vedere il San Paolo pieno di gente perché l’anno scorso, quando vi giocai con il Genoa, il San Paolo era senza spettatori, per via della squalifica. Quest’anno non potrò giocare a causa dell’infortunio e quindi c’è una maledizione! Spero di no (sorride, ndr). Spero, l’anno prossimo, di poter entrare in quello stadio e di poter sentire il calore della gente. Sono stato tifoso del Napoli e so quanto è caloroso quello stadio!».

TIFO – A proposito di tifo, Borriello rivela a chi andrà domenica il suo sostegno. «Provo grande affetto per il Napoli e grande rispetto per i tifosi napoletani ma la maglia del Milan in questo momento è importante per me e la sento di più. I napoletani mi devono scusare ma tifo Milan».

SCELTE – Logico a questo punto chiedersi perché un attaccante del suo talento e per di più napoletano non abbia mai visto la maglia azzurra. Borriello la spiega così: «Mi sono sempre proposto al Napoli però la dirigenza ha sempre preso strade diverse facendo anche bene perché poi il Napoli ha vinto il Campionato di B, ha raggiunto la Coppa Uefa, ha preso dei buoni giocatori. Senza nulla togliere ai meriti dei dirigenti, però, mi sarebbe piaciuto vestire la maglia del Napoli». Hai fatto un provino con il Napoli? «Sì, ho fatto un provino con il Napoli, perché avevo un cugino, Gennaro Scarlato, che all’epoca giocava nella Primavera. Feci un provino nei Giovanissimi. Sono stato una settimana a Marianella, dove all’epoca c’era il settore giovanile del Napoli, però non mi hanno preso. Fu una delusione per me. Poi feci i provini per la Roma, andai sette volte a Trigoria però Bruno Conti diceva che non crescevo e ancora oggi, quando mi vede, si mangia le mani. E poi è arrivata questa cosa del Granarolo, un settore giovanile che porta i ragazzi in Romagna e li fa girare in provino presso le varie squadre. Lì mi ha visto il Milan, mi notò Franco Baresi, che allora era il responsabile del settore giovanile del Milan. Così sono arrivato al Milan a 15-16 anni». Il Napoli resterà sempre il tuo sogno proibito? «Nel calcio mai chiudere la porta a nessuno. Non si può mai sapere, però adesso sono concentrato nel restare al Milan, confermarmi e vincere tanti trofei con la maglia rossonera».


Fonte: Corriere dello Sport

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