Calcio Mercato Calciomercato Napoli, De Laurentiis tentato di cedere Cavani al Chelsea

Calciomercato Napoli, De Laurentiis tentato di cedere Cavani al Chelsea

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Il numero uno del Napoli conferma le indiscrezioni di mercato spiegando che Mourinho è pronto a dare l’assalto decisivo per l’attaccante uruguaiano: “Aspetto una telefonata del club londinese. Se dovesse partire lo sostituiremo, mentre stiamo per chiudere in questi giorni per una seconda punta”. De Laurentiis minaccia anche di lasciare il San Paolo.

delaL’incontro con Benitez, Mazzarri, Cavani e il mercato, ma anche la questione stadio, le squadre satellite all’estero e il gap col calcio tedesco. È il solito Aurelio De Laurentiis a 360 gradi quello intervenuto da Los Angeles ai microfoni di Radio Marte per un forum a distanza. Tanti i temi in ballo, a partire dall’ex tecnico dei partenopei, Mazzarri, che oggi è stato presentato ufficialmente dall’Inter. “Sono felicissimo per lui, viva Mazzarri – commenta De Laurentiis – Quando ho capito che sarebbe andato via? Dopo i primi 6-7 mesi del suo mandato perché non riusciva a inserirsi in un contesto di napoletanità. È un toscano che mal si amalgamava in un contesto di napoletanità. Ho cercato di tenermelo caro perché valeva e l’ho ‘costrettò a firmare per altri due anni, di più non potevo. Poi ho continuato la finzione scenica per evitare che si sgonfiasse lo spogliatoio visto che dovevamo arrivare secondi. L’Inter ancora società amica? L’amicizia passa fra i due presidenti e l’amicizia o esiste o non esiste e se esiste non si cancella a meno che non ci siano fatti gravi. Moratti è un signore e non vedo perché debba risentirmi del suo operato, ognuno fa il presidente come crede di fare”, precisa De Laurentiis, aggiungendo anche che “Zuniga non va all’Inter, resta al Napoli”.

Da Mazzarri a Benitez, il nuovo tecnico. “L’ho trovato molto napoletano, ci diamo del tu, ci sentiamo tutti i giorni, mi sembra una persona estremamemte dedicata, mi piace. Ho sempre pensato che l’eleganza partenopea si sposa con quella made in England e c’è questo spagnolo napoletano che si è innamorato di una città come Liverpool e della Gran Bretagna”.

E De Laurentiis rivela anche di come sia arrivato a scegliere Benitez. “Ho contattato 10 allenatori, parlandoci anche più di una volta. Dovevo incontrare Villas Boas ma doveva partire per gli Stati Uniti, per una tournee post-campionato, ho incontrato Benitez che mi ha convinto più di Villas Boas come personaggio. Villas Boas è un buonissimo allenatore, con lui c’è un rapporto molto cordiale ma Benitez è un lottatore, abituato alle difficoltà, e poi è abbastanza monogamo, leggi la sua esperienza al Liverpool. L’ho considerato uno di noi, siamo stati a parlare circa tre ore, sembrava che ci conoscessimo da sempre e ci siamo messi subito d’accordo. Chi sarà il secondo di Benitez? Lo abbiamo scelto, dovrebbe essere Pecchia”.

Con lo spagnolo va in soffitta la difesa a tre e si passa al 4-2-3-1, un cambio di modulo che vede il Napoli già al lavoro per il mercato. “Mascherano? Acqua. Dzeko? Fuoco. Skrtel? Acqua. Benitez mi ha chiesto tutta roba nuova, nessun giocatore con cui aveva lavorato prima e spero di annunciare il primo acquisto da qui a una settimana, probabilmente sarà un attaccante – prosegue De Laurentiis – Marquinhos e Lamela inavvicinabili? Li ho trattati con l’Unicredit dove c’è un certo Fiorentino che voleva darmi Osvaldo, io ho risposto che non volevo Osvaldo e gli ho offerto 40 milioni per Marquinhos e Lamela. Poi ho visto che ci sono tanti altri difensori come Marquinhos”. Nel complesso il budget per il mercato è in relazione al fair-play finanziario. Se cedessimo Cavani entrerebbero questi 63 milioni che verrebbero reinvestiti in calciatori”.

“Per il momento sappiamo che dobbiamo sostituire Campagnaro e metterci a quattro in difesa e poi abbiamo bisogno di un centrocampista con caratteristiche diverse da quelli in rosa per il 4-2-3-1 di Benitez, non un regista classico alla Pirlo nè un centrocampista straoffensivo alla Guarin. E poi stiamo trattando una seconda punta destra nelle ultime ore, non anticipo nulla per evitare che i prezzi aumentino. Il portiere? Stiamo negoziando per un secondo portiere molto bravo e molto giovane”. Tutto, comunque, ruota attorno al Matador. “Su Cavani c’è l’interesse del Chelsea, so che mi chiameranno in queste ore. Il fratello dice che rimarrà a Napoli e io ne sarei felicissimo, se poi però decidesse di andare al Chelsea ce ne faremo una ragione e troveremo dei degni sostituti”, ribatte De Laurentiis, che su Fellaini e Cerci si limita a dire: “due bravi giocatori con caratteristiche diverse, uno più anziano, l’altro più di prospettiva”. Ma il Napoli può subito puntare allo scudetto? “Magari ma ci sono squadre importanti come la Roma, la Lazio, l’Inter, il Milan, la Fiorentina, la Juventus e il Napoli. Siamo in sette per cui arrivare fra i primi cinque sarebbe un grande successo. E poi ho un allenatore nuovo che si deve ambientare, che deve vivere una realtà che non conosce, sono variabili che bisogna mettere in conto se siamo razionali”. De Laurentiis torna poi sull’idea di comprare una squadra in Inghilterra, da affidare a Reja. “La mia idea è di fare una cavalcata come in Italia, partendo da una serie minore ma stando a Londra. Voglio esportare il modello Napoli in quattro nazioni, Italia, Inghilterra, Stati Uniti e Brasile. È il mio disegno, che vorrei cercare di fare e regalarmi per i miei 70 anni. Per cui ho sei anni per portare a termine questo progetto”.

E all’idea delle squadre satellite è legata la possibilità di far crescere nuovi talenti, “almeno non faccio rischiare l’allenatore del Napoli che per fare delle scoperte dovrebbe rinunciare ad arrivare primo o secondo. La questione sta nel fatto che un conto è che se l’El Kaddouri della situazione fa 40 partite, un altro conto se ne fa 6. Avere una squadra in Inghilterra mi permetterebbe di valorizzare quel giocatore”. Capitolo stadio. “Se entro il 30 giugno non avrò la possibilità di comprare lo stadio San Paolo e iniziare i lavori, visto che sono 5 anni che faccio progettazione – avverte De Laurentiis – ho il sindaco di Caserta che mi aspetta a braccia aperte, è pronto a darmi tutto e io in 7-8 gli costruisco un super stadio da 55 mila posti. Non posso aspettare altri giochini”. Infine, sul gap col resto dell’Europa, il presidente del Napoli ricorda che “il calcio italiano è davanti a quello tedesco in fatto di revenus dai media ma è indietro per quanto riguarda gli stadi che potrebbero implementare notevolmente gli introiti e quindi alzare l’asticella del fair-play finanziario. Non mi risulta comunque che il Bayern spenda cifra inumane per stipendi o acquisti di calciatori, per quanto il suo fatturato sia più del doppio di quello del Napoli. Bisogna andare avanti con le regole e aumentare la piattaforma di fatturabilità”.

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