Calcio Italiano Foggia-Kolarov, la Lazio va Il Lecce non sa più vincere

Foggia-Kolarov, la Lazio va Il Lecce non sa più vincere

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I biancazzurri tornano alla vittoria dopo sei turni segnando un gol per tempo. Per i giallorossi terza sconfitta consecutiva e la conferma del tabù casalingo, dove la vittoria manca dal 28 settembre. Sfortunata la squadra di Beretta: tre pali

 

Lecce v Lazio - TIM Campionato Nazionale Serie AGioia Lazio, fischi Lecce. Sono le due facce della sfida del Via del Mare, tabù per i giallorossi dallo scorso 28 settembre, terreno di conquista per i biancazzurri, che passano 2-0 grazie alle reti, una per tempo, di Foggia e Kolarov. La squadra di Delio Rossi ritrova con una grande prestazione quella vittoria che mancava da sei turni, ispirata dalle giocate di Zarate, un po’ troppo egoista per concretizzare tutte le grande azioni che crea. Lecce sfortunato (tre pali), ma incapace di fare qualcosa di capire che il gioco non può passare solo per vie centrali: le sconfitte di fila così diventano tre (con sette reti al passivo), i minuti senza gol 306′. E anche la classifica si fa difficile: terzultimo posto a quota 22.

CONFERME – Gli schieramenti sono quelli previsti. Beretta si affida al 4-3-1-2, con Fabiano al centro della difesa e Giacomazzi alle spalle del duo d’attacco Cacia-Tiribocchi. Delio Rossi recupera Ledesma che riprende il suo posto in cabina di regia e spedisce in panchina Rocchi, schierando nel tridente Foggia, Zarate e Pandev.
LEGNI E GOL – Emozioni fin dall’avvio, dopo quelle per il minuto di silenzio in memoria di Candido Cannavò. Comincia il Lecce con Cacia, che dopo 23″ colpisce il palo imbeccato in area da Caserta. Risponde la Lazio, all’8′, quando Zarate sfugge centralmente alla difesa giallorossa e dal limite scaglia un destro che si infrange contro la traversa. E’ il preludio al gol degli ospiti, in vantaggio due minuti più tardi con Foggia, che sigla la terza rete stagionale grazie anche a una deviazione di Stendardo che inganna Benussi. Per la Lazio è appena il decimo gol stagionale (su 34) nel primo tempo. Ma c’è tempo per un altro legno, colpito ancora dal Lecce al 29′ grazie ad una bella girata di Tiribocchi nel cuore dell’area biancazzurra.
TATTICA – Il primo tempo è di marca laziale grazie alla velocità delle punte e alla fascia destra, dove imperversa Lichtsteiner, che stravince il duello con Giuliatto. Gli ospiti aspettano il Lecce, che si intestardisce per vie centrali quando è chiaro che, con la squadra schierata, da quella parte non si passa. La squadra di Beretta fatica a creare gioco, perché Edinho è principalmente un interditore e Caserta è poco ispirato. Zarate invece è l’arma in più della Lazio: l’argentino è in giornata, e anche se non segna è una costante spina nel fianco giallorosso. Il Lecce nel finale sembra ritrovarsi, ma esce tra i fischi dei suoi tifosi.
SINISTRO MAGICO – Padroni di casa ancora propositivi in avvio di ripresa, ma ci pensa Kolarov a spegnere i sogni di rimonta giallorossi: al 5′ il serbo scappa sulla sinistra, non vede nessuno in mezzo e allora scarica il suo potente mancino verso la porta di Benussi, che può solo raccogliere la palla in fondo al sacco. Il Lecce reagisce subito con un colpo di testa ravvicinato di Cacia che dà l’illusione ottica del gol, poi si spegne, addormentato dall’ottima disposizione tattica della Lazio e dall’incapacità di trovare un’alternativa al gioco per vie centrali. L’ultimo sussulto al 38′, quando Ariatti trova il terzo legno di giornata mandando un gran sinistro della distanza a stamparsi sul montante. Poi Cacia si fa male e lascia i suoi in dieci per gli ultimi minuti. Non cambia nulla, e sul Via del Mare piove una valanga di fischi.

Fonte: Gazzetta dello Sport di Davide Chinellato
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