Calcio Italiano Gattuso: «Italiani e inglesi alla pari»

Gattuso: «Italiani e inglesi alla pari»

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GattusoTre a zero e italiane tutte a casa contro gli inglesi in Champions. Per Rino Gattuso, però, il calcio italiano dovrebbe evitare di sentirsi meno forte dei rivali. «Gli inglesi in questo periodo vanno più forte di noi e si nota – dice il centrocampista del Milan – però, quando noi nelle coppe europee dettavamo legge, gli inglesi non hanno mai detto che noi eravamo nettamente più forti. Forse per orgoglio o per spirito nazionalistico».

«E adesso – aggiunge Gattuso – noi non dovremmo dirlo. Loro hanno magari un altro ritmo, poi mi trovo d’accordo con l’analisi di Mourinho nel dopo partita col Manchester quando dice che per gli inglesi la partita dura 90′ e dopo hanno magari problemi di gossip ma non hanno moviole né processi. A livello mentale questo li può aiutare un po’».

Il Milan però ha vinto contro le inglesi, gli fanno notare. «Noi dobbiamo sempre fare polemica e ci dimentichiamo che siamo ancora i campioni del mondo – risponde Gattuso – . Pensa se lo fossero stati gli inglesi, non ti facevano neanche aprire bocca». Ma il Milan secondo te sarebbe riuscito a battere questo Manchester United? «Io penso che noi in una partita secca siamo imprevedibili nel senso che riusciamo a tirare fuori delle prestazioni che a volte hanno sorpreso anche noi in questi anni».

«Sono favorevole a un ridimensionamento delle cifre del calcio». Gattuso raccoglie l’appello di Adriano Galliani che ha ieri sottolineato la necessità di un mercato che, per effetto della crisi internazionale, dovrà essere “esangue” nelle cifre, sia quelle da pagare per i cartellini dei nuovi acquisti, sia per quanto riguarda gli ingaggi. E si dice disposto anche ad affrontare eventuali discorsi di riduzione di ingaggi. «Se si parla di crisi, è giusto che ci sediamo e ne parliamo» ha detto Gattuso a margine della presentazione di una iniziativa della sua Onlus per il rifacimento di un impianto sportivo a Corigliano Calabro, la sua città di origine. Gattuso comunque non si è detto preoccupato che la crisi incida particolarmente sul futuro del Milan: «Se la crisi ce l’ha il Milan, ce l’hanno anche le altre società – ha spiegato il centrocampista rossonero – non sarà certo solo il Milan ad esserne penalizzato. Poi dopo sono d’accordo con Galliani quando afferma che la differenza tra noi e altre squadre inglesi è fatta soprattutto dagli stadi moderni e dalle diverse possibilità di trarne ricavi importanti che vanno sui bilanci di fine anno». Ma i calciatori saranno disposti ad accettare la necessità di ridurre le spese del calcio? «Non posso certo fare il portavoce dei miei compagni – ha risposto il centrocampista rossonero – io parlo per me. Sono dieci anni che indosso la maglia del Milan, ho tanta riconoscenza per questa società e se mi viene chiesto qualcosa, sono disposto a sedermi e a parlarne».


Fonte: Tutto Sport

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