Calcio Mercato Il Calciomercato si è chiuso in difesa: il botto che non c’è...

Il Calciomercato si è chiuso in difesa: il botto che non c’è stato

CalciomercatoIl Calciomercato si è chiuso in difesa: il botto che non c’è stato. Alle ore 23:00 italiane del primo settembre si sono chiuse le trattative del calciomercato estivo 2014  che ha riservato pochi colpi a effetto per la disponibilità economica contenuta e la necessità da parte dei club di chiudere affari low cost.

Il Calciomercato si è chiuso in difesa: il botto che non c’è stato. Non c’è stato nessun club promosso che ha piazzato il colpo grosso che tutti i tifosi si aspettavano, ognuno si è tuffato sull’usato sicuro e prima di acquistare si è pensato soprattutto a vendere. Come ha fatto il Milan che è riuscito a portare in rossonero Fernando Torres non prima, però, d’aver venduto a titolo definitivo Mario Balotelli al Liverpool. Usato garantito anche per l’Inter che ha piazzato Osvaldo, tornato al Southampton e poi subito rientrato in Italia in attacco. La Juventus è riuscita anzitutto a resistere agli assalti di Manchester United, Paris Saint Germain, Barcellona a Vidal e Pogba.  In tono minore le operazioni condotte dal Napoli che, complice l’eliminazione della Champions nei playoff, ha ridimensionato gli investimenti: David Lopez, Michu, Koulibaly, De Guzman le pedine arrivate alla corte di Rafa Benitez. Roma regina del calciomercato, con il direttore sportivo Sabatini scatenato dopo l’addio a Benatia ceduto al Bayern Monaco: Yanga Mbiwa, Manolas e Holebas gli ultimi botti. Il migliore acquisto della Fiorentina è stato la conferma di Cuadrado: il colombiano sembrava destinato al Barcellona ma, di fronte alla caparbietà dei viola sul prezzo 40 milioni, i catalani sono stati costretti a desistere. In mediana sono arrivati Badelj e Kurtic, in difesa Richards mentre in avanti restano le grandi perplessità legate alla condizione fisica di Rossi costretto all’ennesima operazione al ginocchio. Lazio tra le protagoniste del calciomercato: Djordjevic preso da diversi mesi, poi De Vrij, Gentiletti, Basta e, soprattutto, la permanenza di Candreva sono state le operazioni più importanti condotte da Tare e Lotito.

Il Calciomercato si è chiuso in difesa: il botto che non c’è stato. Tutti i movimenti delle 20 squadre.

ATALANTA: Mercato di transizione per la Dea. Salutano due pilastri come il portiere Consigli e, in extremis, Bonaventura. Se il secondo è stato sostituito in maniera adeguata con un profilo come Alejandro Gomez,  il portierone è stato rimpiazzato con Vlada Avramov: un numero uno d’esperienza ma non certo all’altezza di un estremo difensore di livello assoluto come il suo predecessore Consigli. Dramé e Biava sono due bei colpi per dare sostanza alla retroguardia, D’Alessandro e Boakye sono due giovani promettenti che fanno ben sperare.

CAGLIARI: 15 colpi a segno per il neo patron Giulini che ha puntato sulla gioventù per consegnare a Zeman una squadra in grado di puntare alla salvezza. Crisetig, Longo e Colombi sono tre interessantissimi elementi che potrebbero consacrarsi alla corte del boemo mentre non convince la scelta di puntare su Ceppitelli e Capuano per sostituire il ministro della difesa Davide Astori.

CESENA: Rino Foschi poteva contare sul budget più ridotto della Serie A e si è arrangiato piazzando colpi interessanti Leali, Lucchini e Brienza tanto per citarne i migliori, ma non riuscendo a risolvere il tallone d’attacco di questa squadra: l’assenza di un bomber capace di garantire almeno 10 gol in Serie A. Si è sognato Borriello, si è lavorato ai fianchi fino agli ultimi istanti per convincere il Sassuolo a cedere a un prezzo ragionevole Pavoletti. Non è bastato e Bisoli ancora una volta dovrà fare di necessità virtù puntando sulla grinta del collettivo.

CHIEVO: L’addio dopo oltre 20 anni di Giovanni Sartori, l’artefice del miracolo Chievo, ha portato i veneti ad operare un mercato rivoluzionario. 18 acquisti e 17 cessioni, una rivoluzione che può costare molto cara. Maxi Lopez,  Izco, Schelotto e Birsa vanno a caccia di riscatto, Bardi cerca la consacrazione definitiva ma pesa non aver sostituito capitan Rigoni con un elemento di eguale caratura ed esperienza.

EMPOLI: I toscani hanno scelto di puntare in toto a confermare il gruppo protagonista della promozione. I rinforzi si contano sulle dita di una mano e sono tutti giovani e da verificare in Serie A. Si punterà alla salvezza, come minimo.

FIORENTINA: mercato  sufficiente  e si spiega soprattutto per lo sforzo di voler trattenere Cuadrado, uno dei pochi top player di questa Serie A, a tutti i costi. Per il resto però i nomi sono esaltanti fino a un certo punto: Richards, Badelj, Basanta sono tutti da verificare in Italia e soprattutto manca un attaccante di scorta esperto in grado di surrogare il fragile e sfortunato Giuseppe Rossi.

GENOA: Come tutti gli anni tanti movimenti e tanti colpi interessanti per il presidente Enrico Preziosi: Perotti, Lestienne ed Edenilson promettono spettacolo mentre Matri e Pinilla sono due centravanti ottimi per una squadra che lotta per una salvezza tranquilla. Dovendo trovare una pecca si sarebbe potuto fare qualcosa di più in difesa.

INTER: E’ mancato il guizzo ma il lavoro della dirigenza è stato di sicuro apprezzabile. Fare le nozze con i fichi secchi non è semplice per nessuno ma Ausilio in questa condizione ha fatto il massimo piazzando colpi low cost funzionali: Vidic, Dodò, M’Vila e Osvaldo sono rinforzi importanti e graditi a Mazzarri che potrà lottare per il terzo posto. In uscita è mancata la ciliegina della cessione di Guarin ma essersi liberati di Alvarez e Taider è già tanta roba.

JUVENTUS: Marotta non ha alzato il livello generale della squadra, ma ha allargato la rosa con Evra, Romulo, Pereyra e Morata. Manca qualcosa nel pacchetto centrale difensivo, ma se Allegri proseguirà con la retroguardia a tre non ci saranno problemi. La più forte resta lei.

LAZIO: la miglior sessione dell’era Lotito, che ha finalmente slacciato i cordoni della borsa per rivitalizzare il nuovo progetto con Basta, De Vrij, Parolo e Djordjevic. Ma non solo, Candreva è rimasto.

MILAN: sfumato l’arrivo di Biabiany,  Galliani è riuscito a planare alla grande senza disporre di mezzi economici. Via lo svalutato Balotelli, ma anche Kakà, Robinho, Emanuelson, Constant, Birsa e Gabriel. Alex, Menez e Diego Lopez sono colpacci a parametro zero e Bonaventura sa tanto di splendida ciliegina sulla torta. Il problema? La cessione di un pezzo di futuro come Cristante e l’arrivo da scommessona di Torres.

NAPOLI: il salto di qualità non arriverà mai da una sessione che ha portato solo buoni giocatori come Koulibaly, De Guzman, David Lopez. Pessime anche le cessioni a prezzi di svendita di Dzemaili, Behrami e Pandev.

PALERMO: il vero colpo è la cessione di Hernandez all’Hull City per più di 10 milioni di euro. Tutto il resto fa dubitare delle vere ambizioni di Zamparini. Possono bastare Rigoni, Gonzalez e Feddal per salvarsi? La palla passa al tecnico Iachini.

PARMA: il peggior mercato dell’era Leonardi, infaustamente chiuso da un’ultima giornata che ha visto sfumare la necessaria cessione di Biabiany e l’arrivo del Tata Gonzalez per un bollo mancante. È tornato Belfodil, sono arrivati De Ceglie e Lodi. Già, ma chi segna?

ROMA: prima i botti in entrata, poi quelli in uscita e con un costante occhio al bilancio. Sabatini ha lasciato andare Dodò e Benatia, ma ha allargato la rotazione con Keita, Astori, Manolas, Yanga-Mbiwa e Cole. Per alzare il voto sarà necessario un Iturbe capace di dimostrare in campo di valere una cifra di quasi 30 milioni.

SAMPDORIA: l’era Ferrero inizia con la sola cessione di Mustafi tra quelle degne di nota e con tanti colpi di assestamento come Cacciatore, Duncan, Fedato, Viviano e Romagnoli. Se Bergessio vedrà la porta maggiormente rispetto alla scorsa stagione, saremo davanti a una squadra rivelazione.

SASSUOLO: il riscatto di Zaza, l’arrivo di Consigli, Peluso, Vrsaljko in difesa e Taider a centrocampo. Pochi movimenti, ma azzeccatissimi. Non sarà un restyling come quello di gennaio, ma non ce n’era il bisogno.

TORINO: Immobile e Cerci sono due grandi perdite, anche a certe cifre. Quagliarella è un gran colpo, ma come si può arrivare all’ultimo giorno di mercato per dare la caccia ad Amauri? Il meglio potrebbero essere due veterani come Molinaro e Nocerino.

UDINESE: come sempre i friulani non incassano grandi voti ad agosto ma enormi plusvalenze a giugno. Il mercato dell’estate 2014 non fa eccezione: Basta e Pereyra le uscite più importanti, Guillherme, Kone e Thereau gli acquisti di spicco. Poco per far spellare le mani.

VERONA: vendere Iturbe a certe cifre e piazzare anche Romulo nei tempi giusti è sintomo di programmazione. La stessa che ha permesso ai dirigenti dell’Hellas di puntare su nomi di spicco come Marquez e Saviola. Il tutto con la scommessa Nico Lopez  e tanti aggiustamenti. Il discorso è chiaro, si punta a un’altra salvezza brillante. Ma anche a restare in pianta stabile tra le big del nostro calcio. Sogliano è un top player.

Booking.com