Calcio Italiano INTER CAMPIONE: Tris di Mourinho!

INTER CAMPIONE: Tris di Mourinho!

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Il tecnico portoghese centra il terzo scudetto in tre campionati diversi

 

17 Scudetto dell'InterCinque scudetti in tre campionati diversi, con il sogno dichiarato di fare un giorno il poker nella Liga spagnola. Se c’é uno che certo non è da “zero titoli” è proprio lui, José Mourinho. Nel Vecchio Continente il tecnico portoghese sta diventando un “collezionista” di scudetti. Trofei che tra l’altro ha conquistato nei vari club alla sua prima stagione. Così è stato nel 2002 al Porto, poi nel 2005 al Chelsea, riportando i Blues in vetta alla Premier League dopo 50 anni. E così è stato anche quest’anno all’Inter.

Un vincente nato questo Mourinho, non a caso già dai tempi di Londra si fa chiamare Special One. Quasi un predestinato che ama solo vincere e fa impazzire le donne, riuscendo peraltro a farsi amare anche da calciatori e tifosi, nonostante certe ruvidezze esteriori. Ma questo è il calcio: la vittoria diventa un antidoto per tutto finché dura, e per lui dura da parecchio.

All’Inter ormai ci hanno fatto l’abitudine. Dopo anni di “bella incompiuta”, valanghe di soldi investiti, Moratti finalmente ha trovato la “macchina perfetta”. Il ciclo nerazzurro, dallo scudetto “scucito” dalle maglie juventine da Calciopoli a oggi sono quattro titoli di fila, dunque continua.

Questa volta non è servito arrivare all’ultima giornata per far brindare la “Milano da bere” interista. Troppo forte la squadra messa a immagine e somiglianza di Mourinho. Solida e cinica, un panzer che non sbanda quasi mai (l’unico vero tracollo è stato il 3-1 di Bergamo). Perché se è vero che Ibrahimovic ne è il suo giocatore-cartolina, in realtà la sua vera forza è nel “cuore”: nei vari Maicon, Cambiasso, l’eterno Zanetti, soprattutto Julio Cesar. Il portiere brasiliano è stato il vero valore aggiunto di questo scudetto n.17. E la sua “esplosione” è stata un’altra delle tante scommesse vinte dallo Special One. E’ bastato meno di un anno per il primo scudetto interista di Mourinho. Salito al timone della squadra il 2 giugno dell’anno scorso al posto di Roberto Mancini, con un contratto triennale, l’allenatore Mourinho, al suo fianco il suo vice Beppe Baresi, ha subito dato la sua impronta vincente alla squadra. All’inizio aveva rivoluzionato il modulo optando per un più spregiudicato 4-3-3 ma, tempo poche giornate, ha corretto la rotta nel 4-3-1-2, modulo che poi praticamente non ha più toccato.

L’era Mourinho all’Inter, inauguratasi subito con la conquista della Supercoppa italiana del 24 agosto 2008 contro la Roma (8-7 ai rigori dopo che alla fine dei tempi supplementari il risultato era stato di 2-2), si conclude quindi con il trionfo anticipato in campionato. Mourinho è uno specialista delle partite in casa e al Meazza ha costruito una grossa fetta del suo scudetto: la sua striscia di partite utili, considerando quelle disputate come allenatore di Porto e Chelsea, è arrivata finora a quota 115.

La sua fama di vincente nato Mourinho se l’é costruita anche con le frasi a effetto, dal “pirla” fino alla “prostituzione intellettuale”. Pronto sempre a entrare a gamba tesa per difendere pubblicamente i suoi giocatori, anche quando i loro comportamenti non erano proprio irreprensibili (vedi il caso Balotelli e soprattutto Adriano). Dopo la ‘sparata’ contro Ranieri e Spalletti l’ultima uscita è stata contro il milanista Ambrosini, che lo aveva sfidato sugli “zero titoli” dicendo che un giorno si sarebbe pentito. Ma anche in campo è un tecnico dal grande temperamento, che quando serve si fa sentire eccome: due i cartellini rossi avuti quest’anno: contro Sampdoria e Fiorentina. Si è beccato anche un deferimento per le dichiarazioni rilasciate dopo il contestato 3-3 della partita Inter-Roma.

Un campionato, questo suo primo in Italia, fin troppo facile. Talmente sicuro del fatto suo che da settimane già aveva iniziato il suo count down per le vacanze. Tra poco ci andrà davvero, con il suo primo tricolore sul petto.

Fonte: Eurosport

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