Calcio Mercato la caccia al Top Player frena il mercato delle big: “Prima si...

la caccia al Top Player frena il mercato delle big: “Prima si vende e poi si compra”

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La situazione economica dei nostri club impedisce a quasi tutte le società di iniziare il calciomercato in pompa magna: dall’Inter alla Juventus, cambia poco e poche saranno le trattative importanti.

handaQuando decolla questo mercato? Secondo gli esperti di settore, le società nostrane sono ancora in attesa di passare le forche caudine delle comproprietà, tutte da decidere tra mercoledì e giovedì della prossima settimana. Contratti pesanti, che possono fare la differenza nei bilanci di molti nostri club e buste che possono imporre rinforzi non voluti dando quindi inizio alla stagione degli esuberi.

Eppure, la sensazione resta un’altra. Che qualcosa non torni comunque, indipendentemente dalla situazione delle comproprietà. Cosa? Un fattore che molto spesso i tifosi dimenticano, trascinati dal sogno di vedere la squadra del cuore dominare in sede di calciomercato e aggiudicarsi giocatori in grado di accendere le fantasie. I soldi, che evidentemente non abbondano nelle casse dei nostri club.

Pensate all’Inter. I nerazzurri si sono assicurati Mauro Icardi e altri giovani a parametro zero, scelti in collaborazione con Andrea Stramaccioni. Poi hanno cambiato allenatore e si sono accorti che, avendo completamente steccato la qualificazione all’Europa, dovranno prima di tutto ripianare il bilancio. Ergo, prima si vende e poi si compra. Con la speranza che dall’estero arrivino proposte concrete per Samir Handanovic e Fredy Guarin, gli unici giocatori con un cartellino pesante in rosa.

Una politica comune ai cugini del Milan, come ha fatto intendere piuttosto chiaramente Adriano Galliani nel tentativo di creare un’asta intorno a Kevin-Prince Boateng e Stephan El Shaarawy. Silvio Berlusconi chiede più qualità in mezzo al campo? Bene, ma per avere soldi freschi non sarà sufficiente passare i preliminari di Champions League del prossimo agosto. È indispensabile sacrificare qualche giocatore, anche una stellina come il Faraone.

Nell’Europa che conta è tornato il Napoli, ma anche gli Azzurri non sono immuni da questa logica. Il costante pareggio del bilancio imposto giustamente da Aurelio De Laurentiis – in assenza di introiti paragonabili e quelli della concorrenza continentale – impone almeno una cessione all’anno. Quest’estate, dunque, dovrebbe essere il turno di Edinson Cavani e dei suoi 63 milioni di euro. Prima si vende, poi si compra.

E la Juventus? Qui, si tratta di un caso a parte. Perché due scudetti di fila, i quarti di finale all’ultima Champions League e lo stadio nuovo hanno portato un’iniezione di benzina fresca nel motore bianconero. Ma si avverte ancora la pesantezza di alcuni colpi sbagliati negli anni scorsi e l’obiettivo primario è quello di non sprecare risorse. Motivo per cui la caccia al top-player è ancora faticosa, almeno quanto è un problema chiudere con il Torino per Ogbonna. Che valga anche per la Juve la logica del “prima vendo e poi compro”?

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