Calcio Italiano Lazio in festa con Zarate Reggina, la B è matematica

Lazio in festa con Zarate Reggina, la B è matematica

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L’argentino regala il successo alla squadra di Delio Rossi nel giorno della festa per la Coppa Italia. Gli amaranto sconfitti sono la prima squadra condannata alla retrocessione

 

LAZIO-REGGINALa Lazio fa festa, la Reggina piange la retrocessione in serie B. Sono le due anime della sfida dell’Olimpico, anticipo della penultima giornata che ha sancito il matematico addio alla massima serie della squadra di Nevio Orlandi. Ai calabresi non sarebbe bastato battere i freschi vincitori della Coppa Italia, ma i calabresi ci hanno provato con convinzione solo in avvio, per poi spegnersi alla distanza dopo la rete di Zarate. La Lazio, che dà appuntamento ai suoi tifosi alla prossima stagione, ringrazia l’argentino che pone fine alla serie di 4 k.o. di fila in campionato, e festeggia col pubblico amico la Coppa Italia, primo trofeo dell’era Lotito esposto nell’intervallo. Per i capitolini potrebbe essere stato anche l’addio a Goran Pandev, destinato a lasciare Roma.

Le scelte — Delio Rossi sceglie il 4-4-2, proponendo in attacco la coppia Pandev-Zarate. In difesa c’è Rozehnal con Diakhite, in mezzo al campo la coppia Ledesma-Dabo. Orlandi punta su Cozza e Brienza coppia d’attacco: sulla fascia destra Vigiani vince il ballottaggio con Adejo. Corradi e Ceravolo partono dalla panchina.

Vantaggio — La Reggina, che deve solo vincere per continuare a sperare nella salvezza, comincia aggredendo la Lazio a centrocampo. Brienza e Cozza in avanti non danno punti di riferimento ai difensori di casa, e al 4′ il numero 81 sfiora il vantaggio con un bel tiro a girare che finisce tra le braccia di Carrizo. La Lazio lentamente prende le misure e addormenta la partita fino al 23′, quando Carmona da dentro l’area spaventa il pubblico dell’Olimpico. Tre minuti dopo la squadra di Delio Rossi festeggia il 13° centro in campionato di Zarate, che di destro infilza Puggioni per l’1-0.

Botta e risposta — Gli ospiti ripartono a testa bassa, ma davanti manca una torre come Corradi. Il centravanti è tenuto in panchina per scelta societaria, eppure all’attacco della Reggina servirebbe eccome. Al 36′ Brienza dribbla anche Carrizo, ma poi si allarga troppo e il suo tiro finisce tra le braccia del portiere, che nel frattempo ha recuperato la posizione. Sull’azione seguente Pandev arriva solo al limite dell’area e prova a beffare Puggioni con un pallonetto: la sfera si spegne di un soffio sul fondo.

Girandola — Nella prima metà della ripresa le due squadre vengono stravolte dalle sostituzioni. Orlandi stravolge la Reggina, inserendo Corradi e Ceravolo per dare più peso all’attacco e Adejo per avere più spinta sulla fascia destra. Delio Rossi invece concede un po’ di spazio ai suoi giovani: subito dentro Mendicino al posto di Foggia, poi tocca anche a Kozak rilevare Zarate. In campo anche Meghni al posto di Dabo.

crollo mentale — Nonostante le forze fresche, però, l’azione della Reggina si spegne col passare dei minuti, complice la consapevolezza che per continuare a sperare nella salvezza non basta rimontare e battere la Lazio, ma serve anche sperare in un k.o. casalingo del Torino domenica col Genoa. I padroni di casa prendono così lentamente in mano il gioco, ma non infieriscono anche perché Puggioni è sempre molto attento e Pandev troppo lezioso per far male. Il macedone, forse all’ultima partita da laziale all’Olimpico, si fa anche ammonire per un battibecco con Cirillo, che gli costa per squalifica la trasferta all’ultima giornata in casa della Juventus, in pole position per acquistarlo.

ultima chance — La gara si trascina stancamente fino al 90′, quando un lampo di Brienza la riaccende: il piccolo numero 81 spara al volo su sponda di Corradi, costringendo Carrizo alla miracolosa deviazione in corner. Sull’angolo che ne segue Ceravolo ha la chance per pareggiare, ma viene chiuso da Diakite, il migliore della difesa della Lazio. E’ l’ultima emozione della partita, che però non cambia il destino della Reggina.

Fonte: Gazzetta dello Sport di Davide Chinellato

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