Calcio Italiano Le pagelle… Catania e Mascara da favola

Le pagelle… Catania e Mascara da favola

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La squadra di Zenga si impone con uno storico 4-0 sul campo della Favorita e merita un 10. Ma anche la vittoria in trasferta del Chievo (8) conferma che Di Carlo fa bene a crederci. Fra le big il voto più alto va alla Roma, nonostante la rimonta subita

 

Le pagelle della 26ª giornata di serie A, la settima del girone di ritorno.

MascaraCATANIA 10 – Un altro 10 e stavolta non per la commossa dedica di Zenga a Cannavò, ma per il clamoroso e storico 4-0 sul campo del Palermo, dove il Catania non aveva mai vinto nelle precedenti quattro sfide in serie A. Con applausi particolari a Mascara per il suo gran gol da 45 metri, ciliegina sulla torta del primo successo in trasferta.
CHIEVO 8 – Nel suo piccolo è come l’Inter, perché vince più fuori (3 volte) che in casa (2). E con il netto 2-0 sul difficile campo dell’Atalanta scavalca il Lecce e raggiunge il Bologna al terz’ultimo posto. Complimenti a Di Carlo, il primo a credere in una salvezza non più impossibile.
SAMPDORIA 8 – Subisce il Milan, ma poi lo colpisce con la classe di Cassano e con il quinto gol consecutivo di Pazzini, la nuova coppia d’oroblucerchiato. E dopo un campionato al di sotto delle attese, e soprattutto del nuovo grande Genoa, una prova e un risultato così aiutano anche a dimenticare l’eliminazione dalla coppa Uefa.
LAZIO 7,5 – Bentornata Lazio e bentornato Zarate che segna dopo 76 giorni ai attesa. E così grazie alla seconda vittoria consecutiva, con il ritorno al 4-4-2, la squadra di Rossi può sognare di nuovo un piazzamento Uefa.
ROMA 7,5 – Dedicato a chi pensa che le nostre pagelle siano soltanto lo specchio del risultato. La squadra di Spalletti si fa raggiungere due volte dall’Inter, ma il 3-3 finale non cancella il gran gioco della Roma, malgrado l’assenza di Totti, più che mai in corsa per arrivare al quarto posto. Discussioni sul rigore di Balotelli a parte, alla fine pesa l’errore di De Rossi che poteva firmare un più giusto 4-3.
GENOA 7 – Fermato nel risultato, non nel gioco. Perché al di là del gol ingiustamente annullato a Milito, il Genoa conferma di essere una squadra vera, con un grande allenatore. Gasperini vorrebbe i 3 punti per avvicinarsi al quarto posto e proprio uno dei nuovi entrati, Palladino, colpisce il palo nel finale.
REGGINA 6,5 – Non vince, ma mette in difficoltà la Fiorentina andando in vantaggio con il primo gran gol in serie A di Sestu. Gli elogi non bastano perché la Reggina è sempre ultima, anche se ha il diritto e il dovere di sperare ancora in una difficile salvezza.
TORINO 6,5 – Settima partita senza sconfitte, anche se con una vittoria soltanto. La crisi sembra lontana e la salvezza più vicina perchè adesso ha quattro squadra dietro. Conforta il buon secondo tempo a Cagliari, grazie anche alle mosse di Novellino, che cerca di vincere invece di accontentarsi di non perdere.
CAGLIARI 6 – Matri fallisce la palla gol nel primo tempo, Lazzari nel finale e lo 0-0 con il Torino si spiega anche così. Episodi a parte, il Cagliari conferma di faticare di più in casa, ma soprattutto trasmette la comprensibile sensazione di avere la pancia piena dopo tanti punti e tanti elogi, ugualmente meritati.
INTER 6 – D’accordo, risale due volte la corrente, prima dallo 0-2 e poi dall’1-3, ma perde il confronto con la Roma sul piano del gioco. Senza Ibrahimovic, acciaccato in panchina, ma anche senza la solita spinta di Maicon e i miracoli di Julio Cesar presenti-assenti, Mourinho getta in campo tutti gli attaccanti disponibili, salvato dal generoso rigore concesso a Balotelli e dagli errori finali di De Rossi e compagni.
JUVENTUS 6 – Sei potevano essere anche i punti di distacco dall’Inter. Invece sono 7, ma cambia poco perché questa Juventus formichina, che batte il Napoli con grande fatica, avanza con regolarità promettendo di dare fastidio alla capolista. E come lei, intanto, ha la difesa meno battuta: un dato che non va mai sottovalutato.
SIENA 6 – Non vince da 6 partite, ma non è il caso di metterlo sotto accusa. Contro il Genoa prima rischia e poi sfiora il successo con Codrea. Alla fine lo 0-0 non è un risultato da buttare via, considerando il grande valore degli avversari e quel gol ingiustamente annullato a Milito.
UDINESE 6 – Paga la sofferta qualificazione in coppa Uefa, mostrando poca brillantezza. Decide una perfetta punizione di D’Agostino che sblocca lo 0-0, ma il grande protagonista è il cileno Sanchez bravo a seminare il panico nella difesa del Lecce.
FIORENTINA 5,5 – Fallisce il sorpasso sul Milan, rimanendo al quarto posto dopo l’1-1 sul campo della Reggina. Brava a rimontare lo svantaggio con il primo gol in viola di Bonazzoli, soffre nella ripresa confermando di non saper vincere per la terza volta, su tre, senza Gilardino. Ma ciò che preoccupa di più è il clima attorno alla squadra, con la faccia scura di Prandelli che rinvia a fine stagione la decisione sul suo futuro.
LECCE 5,5 – Povero Lecce, cornuto e mazziato. La quarta sconfitta consecutiva, nel giorno in cui viene scavalcato dal Chievo al terz’ultimo posto, è ancora più amara perché nemmeno stavolta gli viene concesso il primo rigore del campionato. Ha ragione Beretta a sottolineare che la sua squadra è l’unica a non avere avuto un rigore a favore. Anche se con una difesa e un portiere così, la salvezza appare un’impresa.
NAPOLI 5 – La dimostrazione che i ritiri lunghi non servono arriva dalla sconfitta sul campo della Juventus. Due punti in 8 gare sono il magro bottino di una squadra che se non altro si sveglia nella ripresa. Ma le batterie sono scariche e Marino, che se rende conto, giustamente dà fiducia a Reja.
MILAN 4,5 – L’alibi delle assenze non regge perché il Milan, come gli capita spesso, disfa in difesa con i vari Bonera e Senderos tutto ciò che di buono crea in attacco. E così non serve lo straordinario Pato, al dodicesimo gol senza rigori. I rossoneri hanno il secondo attacco dietro l’Inter, ma la sesta difesa, peggiore persino di quella del Siena. Ed è su questo che bisogna riflettere, non sulla permanenza del già declinante Beckham.
ATALANTA 4 – Si può perdere, ma non così, e con tutto il rispetto non sul proprio campo contro il pericolante Chievo. Le assenze di Doni e Floccari non bastano per giustificare il grave passo falso.
BOLOGNA 4 – Ahi, ahi, la cura Mihajlovic non fa più effetto. Sconfitto senza attenuanti sul campo della Lazio, 1 punto in 5 partite, il Bologna ripiomba in zona retrocessione, staccato dal Torino e agganciato al terz’ultimo posto dal Chievo. Il capocannoniere Di Vaio non basta, se la squadra parte sempre col freno a mano tirato, come contro l’Inter.
PALERMO 2 – La pagella più brutta per il Palermo che tocca il punto più basso della gestione di Zamparini, per onesta ammissione del presidente. Inutile cercare scuse per l’espulsione di Bresciano sullo 0-1, o per le parate di Bizzarri. Quando si perde un derby in casa per 4-0, bisogna avere il coraggio di chiedere scusa ai propri tifosi, come hanno fatto i giocatori di Ballardini.

Fonte: Gazzetta dello Sport di Alberto Cerruti
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