Calcio Italiano Le pagelle della 34^ Giornata di Serie A

Le pagelle della 34^ Giornata di Serie A

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A Catania la quinta vittoria consecutiva per i rossoneri, mentre il periodo no della squadra di Ranieri continua in casa con il Lecce. L’Inter dimostra di aver superato la crisi. Da applausi Genoa e Reggina, maglia nera della giornata al Bologna

 

Ecco le pagelle della serie A dopo la 34/a giornata

GENOA 9 – Nove perché segna il gol del 3-1 in 9 (contro 10) con un’azione conclusa da superMilito, il re del derby che aveva deciso anche quello d’andata. Con la conferma che il Genoa offre il gioco più bello del campionato, dopo aver superato la crisetta di due sconfitte consecutive. Merito di Gasperini e del presidente Preziosi, che ha creduto non soltanto in Milito, ma anche in Motta. E quindi il quarto posto non è ancora perduto.
REGGINA 8,5 – Reggina da applausi, per l’importanza del successo e per il modo con cui batte il Bologna in trasferta nello scontro diretto. La B di Brienza e la B di Barreto firmano i gol per allontanare la retrocessione in B, perché i 6 punti che la separavano dal Torino quartultimo adesso sono soltanto 3. E per come gioca la squadra del bravissimo Orlandi (che aveva fatto tremare l’Inter, fermando poi sul pareggio la Juventus e il Milan a San Siro) meriterebbe di salvarsi più delle sue concorrenti.
MILAN 8 – D’accordo, il Catania ha la pancia piena, ma il Milan dopo aver rischiato l’autogol con Favalli si scatena. E il 2-0 finale che consolida il secondo posto è persino stretto, perché Inzaghi e Kakà prima segnano e poi colpiscono i pali. Un allegro allenamento che alimenta i rimpianti, perché questa è la quinta vittoria consecutiva, settima (con un pareggio) nelle ultime 8 gare, sempre con il miglior attacco del campionato. La dimostrazione che da quando è tornato Kakà c’è un altro Milan.
PALERMO 8 – Cinque gol per stracciare il Cagliari nel derby delle isole insidiando alla Roma il sesto posto valido per partecipare alla prima Europa League, che dalla prossima stagione sostituirà la coppa Uefa. E con un Miccoli così, strepitoso su punizione ma non solo, tutto è possibile, anche senza Ballardini squalificato.
SIENA 7,5 – Dopo due sconfitte consecutive, il Siena torna sulla retta via del bel gioco e della vittoria, contro il Napoli, avvicinandosi a una spettacolare e anticipata salvezza. Complimenti a Giampaolo, maturo per una grande, a Maccarone, e soprattutto a Kharja per il suo quinto gol in campionato, con un gran sinistro dopo una fuga di oltre 50 metri. Chissà che cosa sarebbe successo se un gol così l’avesse segnato Kakà o Ibrahimovic.
UDINESE 7,5 – Il bel voto va prima di tutto allo spirito di una squadra, che al contrario di molte altre continua a lottare anche se non ha più traguardi da raggiungere. Complimenti alla società che ha difeso Marino nei momenti della crisi, al tecnico che vince senza Di Natale, e naturalmente a Quagliarella che apre le porte del 3-0 con i primi due gol della quarta vittoria consecutiva, contro l’Atalanta.
FIORENTINA 6,5 – Meno travolgente della settimana scorsa, ma tra il 4-1 alla Roma e l’1-0 al Torino si rivede il miglior Vargas, che firma il terzo gol nelle ultime quattro gare nel suo nuovo ruolo di centrocampista. E così anche se i viola sbagliano troppo, rischiando di essere raggiunti nel finale, il quarto posto per adesso è al sicuro, sia pure con un solo punto di vantaggio sul Genoa.
INTER 6,5 – Chiariamo subito che il voto è alla prestazione contro la Lazio e non al campionato, un giudizio relativo quindi e non assoluto. Il primo tempo, senza nemmeno un tiro in porta, è una noia mortale. Poi si sveglia il solito Ibrahimovic, capocannoniere con Di Vaio a quota 21, ma il gioco è un’altra cosa. Anche se per lo scudetto, manca ormai pochissimo.
LECCE 6,5 – Conferma di avere superato la crisi che l’aveva fatto sprofondare. In vantaggio sul campo della Juventus, ha la forza di inseguire e ottenere il meritato 2-2 a tempo scaduto con Castillo. E se spera la Reggina, che ha un punto meno, perché non dovrebbe sperare questo nuovo Lecce?
CHIEVO 6 – Un altro passettino verso una meritatissima salvezza, grazie alle parate di Sorrentino non a caso migliore in campo. E nel finale spaventa la Roma con l’incursione di Bogdani che meritava il rigore per la trattenuta di Panucci.
LAZIO 5,5 – Regge per un’ora sul campo dell’Inter, spaventando la capolista con le serpentine dello scatenato, ma troppo egoista, Zarate. Poi, però, si affloscia senza più lottare dopo la rete di Ibrahimovic, affidando soltanto alla finale di coppa Italia la speranza di partecipare alla prossima Europa League.
TORINO 5,5 – Si sveglia tardi, come gli è già capitato troppe volte quest’anno, sfiorando il pareggio nel finale. Unica squadra a non avere mai vinto in trasferta, sembra accontentarsi dello 0-0: un calcolo sbagliato, come è sbagliato aggrapparsi sempre all’alibi degli arbitraggi.
CATANIA 5 – Zenga (squalificato) è in tribuna e la squadra è in vacanza, perché quando cercava i punti per salvarsi si batteva in modo diverso. Così rischia una figuraccia, salvato soltanto dagli errori di mira di Inzaghi e compagni.
ROMA 5 – Fa troppo poco per spegnere la contestazione, che precede e segue il primo 0-0 in campionato, in casa contro il Chievo. Così adesso il Palermo la segue a un punto, insidiandole il posto nella prossima Europa League. Totti non basta, come non basta più il vecchio modulo se gli interpreti sono logori.
SAMPDORIA 5 – Non si può perdere un derby con un uomo in più, incassando la rete del 3-1 quando il Genoa è addirittura in nove. Troppo legata all’estro del discontinuo Cassano, la Samp paga la serata storta di Pazzini e la qualità inferiore degli altri giocatori rispetto a quelli del più organizzato Genoa.
ATALANTA 4,5 – Del Neri andrà via e questo lo sanno tutti, ma non si può sbracare così contro l’Udinese che non ha stimoli superiori. E con questo netto 0-3 sono 10 le sconfitte in trasferta. Troppe anche per una squadra che punta a salvarsi senza soffrire.
CAGLIARI 4 – Parte bene colpendo un palo con Lazzari sullo 0-0, poi si illude di tornare in partita portandosi sull’1-2 con Jeda, ma alla distanza si squaglia come una squadretta, incassando 5 gol come non gli era mai capitato. Una batosta tremenda a livello d’immagine, di gioco, e di ambizioni, perché perde il confronto diretto con un’aspirante al sesto posto, con vista sull’Europa di riserva.
NAPOLI 4 – Inguardabile per oltre un’ora in cui non tira mai in porta, in balia di un organizzatissimo Siena. Donadoni dice che occorre cambiare registro, ma la sua autocritica non basta. Se non riesce a svegliare la squadra, come sperava De Laurentis, tanto valeva tenere Reja, anche se piaceva di meno perché non è stato un grande giocatore come l’ex milanista.
JUVENTUS 4 – Sarebbe stato meglio giocare a porte chiuse, per come è ridotta la Juventus. Ma visto che i cancelli sono stati riperti, sarebbe stato meglio chiudere almeno la porta di Buffon che invece prende gol da 7 partite: 13 in tutto, alla media di quasi 2 per volta. Primo tempo da dimenticare, ripresa di orgoglio con la doppietta di Nedved che trasforma lo 0-1 in 2-1, e finale da brividi con un’altra vittoria gettata via, come nel 3-3 contro il Chievo. E così il secondo posto si allontana sempre di più.
BOLOGNA 3 – Maglia nera della giornata. Si fa battere in casa dalla Reggina perdendo nel modo peggiore un confronto diretto e la possibilità, vincendo, di scavalcare il Torino al quartultimo posto. Non basta avere il capocannoniere del campionato, come non basta cambiare gli allenatori, se mancano i giocatori buoni almeno per salvarsi.

Fonte: Gazzetta dello Sport di  Alberto Cerruti
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