Calcio Estero Ozil, il Werder Brema ha trovato l’erede di Diego

Ozil, il Werder Brema ha trovato l’erede di Diego

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Fantasia, dribbling, colpi di tacco: il tedesco ha una tecnica raffinata, quasi sudamericana

 

Mesut OzilIl Werder Brema ha trovato in casa l’erede di Diego, ceduto alla Juventus per venticinque milioni di euro. Mesut Ozil si è distinto nell’ultimo Europeo Under 21 in Svezia, trascinando la Germania di Horst Hrubesch alla conquista della medaglia d’oro. Fantasia, dribbling, colpi di tacco: ha una tecnica raffinata, quasi sudamericana, questo ragazzo di origini turche, nato e cresciuto a Gelserkirchen, città tedesca famosa per il carbone e l’acciaio. Deve ancora compiere ventuno anni (15 ottobre 1988) e il Werder Brema l’ha preso nel gennaio del 2008 dallo Schalke 04: una mossa dettata dalla necessità di cominciare a programmare la partenza del brasiliano Diego.

Ozil è un trequartista che può trasformarsi sul mercato in un’altra ricca plusvalenza per il Werder. Ha fatto la differenza nella finale dell’Europeo Under 21 vinta (4-0) contro l’Inghilterra di Stuart Pierce. E’ stato il padrone della serata, a Stoccolma ha dominato la scena: ha regalato a Castro il pallone dell’1-0, ha firmato il gol del raddoppio (grazie alla complicità del portiere Loach) e ha costruito il 3-0 di Wagner, autore più tardi anche della quaterna. Ozil ha dato un’impronta alla Germania Under 21: ora ha un anno per guidare il Werder Brema, allenato da Thomas Schaaf, suo grande estimatore, e per guadagnarsi la convocazione del ct Jaochim Loew per il Mondiale del 2010 in Sudafrica. Traguardi che Ozil è sicuro di poter tagliare: ha una forte autostima e già nello scorso campionato tedesco, nonostante la concorrenza di Diego, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel Werder Brema. Ventisette gare in Bundesliga e tre gol: uno al Bayern Monaco più una doppietta all’Hoffenheim. Nella stagione precedente, arrivato a gennaio alla corte di Schaaf, aveva invece messo insieme dodici presenze e una rete al Karlsruhe. Estro e logica: il calcio di Ozil è una sintesi di imprevedibilità e razionalità. Nelle giornate di grazia è capace di indirizzare l’esito di una partita: salta l’uomo con facilità, inventa passaggi filtranti con grande naturalezza, diverte con le sue finte, è rapido. Difficile contenerlo, limitarne il raggio d’azione. Ha carattere, personalità, non ha il timore di rischiare il colpo più complicato, ma ha anche la maturità per farsi consegnare da Schaaf le chiavi del Werder. Deve soltanto irrobustirsi un po’ per sopportare il peso di un calcio sempre più fisico: un lavoro di potenziamento atletico che ha già iniziato a svolgere in palestra.

Ozil ha la classe del numero dieci: si esalta quando ha la possibilità di muoversi tra centrocampo e attacco. Ma ha anche i tempi e le intuizioni del regista: costruisce e accende la manovra, ha l’istinto di addormentare il gioco e di accelerarlo. Ha un lancio lungo e preciso. Prima di trascinare la nazionale tedesca all’Europeo Under 21, il 29 maggio aveva deciso la finale della Coppa di Germania: suo il gol (su passaggio di Diego) del successo sul Bayer Leverkusen (1-0). Il ct Loew lo tiene sotto osservazione: valuterà nei prossimi mesi se promuoverlo nella nazionale maggiore. L’ha applaudito all’Europeo Under 21, ha raccolto informazioni molto positive sul suo conto da Hrubesch e l’11 febbraio l’ha lanciato nell’amichevole persa (1-0) contro la Norvegia.

Un anno e mezzo fa il suo cartellino era costato cinque milioni di euro. E in base ai calcoli dei dirigenti del Werder, Ozil vale già più del doppio. Notevoli i margini di crescita, come garantiscono l’allenatore Schaaf (dal 1999 sulla panchina del club biancoverde) e i suoi più stretti collaboratori. In Germania è stato sempre considerato un predestinato: è entrato da bambino nella scuola-calcio del DJK Westfalia 04 Gelsekirchen e nel 2000 è stato tesserato dal Rot-Weiss Essen. Nel 2005, poi, il trasferimento allo Schalke: trenta presenze complessive nella Bundesliga, prima del divorzio e dell’arrivo al Werder Brema. L’esordio nel professionismo con la maglia dello Schalke risale al 12 agosto del 2006 : 1-1 contro l’Eintracht Francoforte, Ozil fu utilizzato negli ultimi undici minuti dal tecnico Mirko Slomka. Ma già due settimane prima, il 29 luglio del 2006, si era fatto scoprire dai tifosi in occasione del pareggio (1-1) nella Coppa di Lega contro il Bayer Leverkusen. In quella circostanza aveva sostituito con grande autorevolezza il brasiliano Lincoln, ora al Galatasaray.


Fonte: Corriere dello Sport di Stefano Chioffi

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