Calcio Italiano Play-Off, Maccarone sbaglia, Paulinho non perdona: Il Livorno in Serie A

Play-Off, Maccarone sbaglia, Paulinho non perdona: Il Livorno in Serie A

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Il Livorno si aggiudica i playoff 2013: bastava un pareggio agli amaranto, è arrivata la vittoria. L’1-0 sull’Empoli porta la firma di Paulinho, giunto al 22esimo centro stagionale. Confermate le gerarchie del campionato: vittoria senza discussione del Livorno in una finale di ritorno senza storia. Gli amaranto seguono così Sassuolo e Verona nel massimo campionato.

paulinhoPer l’ottava volta (su nove playoff disputati) la terza classificata della regular season vince i playoff e guadagna la promozione nel massimo campionato. È toccato al Livorno di Nicola quest’anno: un trionfo meritato a fronte degli ottanta punti totalizzati in un campionato di vertice per gli amaranto. Un trionfo che non può che essere dedicato alla memoria di Piermario Morosini. Non sono bastati Saponara e Regini all’Empoli per un’impresa che aveva i crismi della missione impossibile. La sensazione è che gli azzurri avrebbero avuto valide chance solo aggiudicandosi l’andata tra le mura amiche. Ma con i “se” e con i “ma” non si vincono i campionati; l’Empoli rimarrà in Serie B e – con il consueto e illuminato lavoro sui giovani – potrà riprovare la scalata in A a partire dal prossimo anno. È l’uomo simbolo del Livorno il protagonista della finale di ritorno, l’uomo dei playoff: Il bottino di Paulinho recita tre gol in quattro partite negli spareggi-promozione: tra i protagonisti della gara del Picchi doverose citazioni per l’indemoniato Pasquale Schiattarella, per il ministro della difesa Emerson e per il condottiero “motivatore” Davide Nicola. Bella scoperta dei dirigenti amaranto quella del tecnico ex Lumezzane: pare proprio abbia le caratteristiche del predestinato: chissà che non segua le orme di un altro allenatore, capace di farsi le ossa a Livorno per poi prendersi l’Inter. Nel finale di gara Luca Mazzoni – livornese doc preferito al baby Fiorillo – anestetizza l’ultimo brivido della serata, il calcio di punizione al veleno di Maccarone: da lì in poi c’è spazio solo per i titoli di coda della favola amaranto,

MACCARONE SBAGLIA, PAULINHO NON PERDONA – C’è un’enorme porta scorrevole nel primo tempo. Gli anglofoni la chiamerebbero Sliding Door, un evento che avrebbe potuto cambiare le sorti del doppio incontro. Sì, perché Maccarone l’occasione per sbloccare il match in favore del suo Empoli l’avrebbe anche avuta, ma al momento del dunque ha esitato quell’attimo fatale perché l’azione di disperato disturbo del difensore Bernardini avesse successo. Il compagno di reparto di Big Mac Ciccio Tavano – fischiato dal primo al Novantesimo dall’imbufalita curva amaranto, offesa per chissà quale inconfessabile tradimento dell’ex idolo – gli aveva fornito un assist solo da spingere in rete. Il Livorno vacilla per qualche istante ma – lentamente – riprende coraggio e presidia con regolarità la metà campo avversaria. Emerson e Gemiti spaventano Bassi, Paulinho lo trafigge con un sontuoso stacco aereo. La specialità della casa insomma, lui che è il miglior “staccatore” del campionato cadetto, capace di fluttuare in area prendendosi beffe delle più comuni leggi della fisica. L’assist al brasiliano lo sforna un eroico Paquale Schiattarella, autore di un morbido cross a rientrare con il sinistro, piede sbagliato solo sulla carta d’identità da calciatore. Autore anche di una quantità industriale di raddoppi, recuperi e scorribande sulla destra: uno dei quei giocatori – in linea definitiva – di cui un allenatore dotato di buon senso non si disferebbe nemmeno per il più innocuo turno di Coppa Italia. L’Empoli subisce il contraccolpo e – nonostante un generoso innalzamento del baricentro per trovare il pareggio prima del duplice fischio – non riesce nemmeno a sporcare i guantoni di Mazzoni.

SAPONARA FUORI DAL GIOCO, LIVORNO SUL VELLUTO – Non c’è storia nella ripresa: è il Livorno ad andare vicino al raddoppio, mentre l’Empoli non trova il gol che avrebbe riacceso le speranze azzurre. Chi si aspettava un Empoli trascinato dal suo gioiello nonché uomo migliore Ricky Saponara è rimasto fatalmente deluso: il futuro giocatore è rimasto a lungo ai margini del match, senza mai essere un fattore. Gli unici spunti degni di nota portano la firma di Ciccio Tavano (palleggio e destro volante da distanza siderale alla Miccoli, alto sulla traversa) e Maccarone (punizione respinta in qualche modo da Mazzoni). Col senno di poi le polemiche riguardo alla presenza – o meno – di Saponara e Regini risultano ancor più stucchevoli e irrilevanti. Per il bene – e il prestigio – del campionato cadetto ( e dell’intero movimento calcistico) è bene che non si ripetano casi analoghi. Detto degli orgogliosi ruggiti empolesi, al Livorno capitano le migliori occasioni della ripresa: Dionisi (polveri bagnate per lui in questi playoff) scaglia la sfera sull’esterno della rete, mentre Paulinho – in pieno recupero – sfiora la doppietta personale. Ma a quel punto la festa era già cominciata.

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