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Premier League, Cech e Ivanovic rilanciano un Chelsea sottotono, 2-1 con l’Aston Villa

Tre punti, sofferti, e probabilmente immeritati. Il Chelsea di Mourinho bissa il successo con l’Hull City nell’esordio in Premier dello scorso weekend battendo 2-1 un coraggioso  della Premier League 2013-14 (i Blues, infatti, venerdì 30 affronteranno il Bayern di Guardiola nella Supercoppa Europea, ndr). Chelsea a punteggio pieno: unica cosa da salvare in una serata di grazia per gli uomini dello Special One, disastrosa per l’arbitro, e malinconicamente bugiarda per i Villans.

AUTOGOL DI LUNA, IL NULLA, E POI BENTEKE – Il match si apre coi soliti, dolcissimi, cori dei tifosi del Chelsea per José Mourinho. Il tecnico apprezza e applaude al primo affondo della sua squadra che, rispetto al successo nel primo match stagionale vinto con l’Hull City Demba Ba presenta Mata e al posto di de Bruyne e Torres, passa dopo appena sei minuti. Hazard scappa a sinistra, mette in mezzo un cross potente che Guzan spedisce maldestramente in respinta sul corpo del malcapitato Luna per il più classico degli autogol. La rete lampo, però, spegne paradossalmente gli ardori dei Blues che decidono di addormentare la sfida coadiuvati anche dall’atteggiamento remissivo dei Villans. Oscar non trova mai la porta, mentre Demba Ba finisce più in fuorigioco che dalle parti della porta di Guzan. Il Chelsea decide di accontentarsi, cercando magari di risparmiare il maggior numero di energie in vista degli imminenti impegni con Manchester United e Bayern Monaco, finendo però col commettere il più classico degli errori. Benteke non perdona e punisce i Blues a pochi secondi dall’intervallo. Agbonlahor si beve Ivanovic sulla sinistra, assist perfetto a centro area dove il bomber belga trova la coordinazione perfetta ber bruciare Cech sul primo palo con una magia di sinistro. Gemma che illumina e chiude allo stesso tempo il primo tempo.

IVANOVIC E CECH SALVANO UN BRUTTO CHELSEA – L’intervallo non porta consigli ai Blues, col Bridge che si deve accontentare della sbiadita copia della squadra ammirata nell’esordio stagionale con l’Hull City. Mourinho non riesce infatti a scuotere i suoi nei 15 minuti di pausa. Anzi, sono gli ospiti a prendere sempre più coraggio andando a sfiorare un meritato vantaggio nel giro di pochi minuti. Al 60’, uno splendido velo di Benteke libera al tiro dal limite dell’area Abonlahor: destro a giro, palla alta di un respiro. Tre minuti dopo, invece, e Cech a doversi inventare una super parata per respingere il tentativo ravvicinato di un inviperito Weimann. Al 70’, il direttore di gara grazia Ivanovic che allarga troppo il gomito sul volto di Benteke. Il calcio è strano, affascinante e misterioso, perché tre minuti dopo il difensore serbo stacca, probabilmente in fuorigioco, sulla punizione di Lampard per bucare Guzan con un potente colpo di testa. Di nuovo in vantaggio, il Chelsea continua a faticare, nonostante gli ingressi di Lukaku e Schurrle al posto degli impalpabili Demba Ba (in orbita Roma, ndr) e Mata. I Villans, invece, non si perdono d’animo e all’86’ maledicono ancora una volta Cech, strepitoso ancora sul povero Weimann. Nel finale la doccia è gelata per gli ospiti, perché la sconfitta immeritata si trasforma in beffa: in pieno recupero, Terry interviene nettamente con il braccio in area di rigore, ma per il direttore di gara non è rigore. Lambert perde completamente la calma in panchina di fianco a un Mourinho che invece può tornare negli spogliatoi con tre punti in tasca in attesa dei prossimi affascinati impegni contro United e Bayern. Per il bel gioco, invece, il Bridge dovrà ancora attendere.

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