Coppe Real, Mourinho dichiara guerra ai giornalisti spagnoli

Real, Mourinho dichiara guerra ai giornalisti spagnoli

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Il portoghese abbandona conferenza: troppe domande su Pedro Leon

 

MourinhoAnche i giornalisti spagnoli cominciano a sperimentare il “metodo Mourinho”. Il tecnico portoghese, arrivato al Real Madrid come il Messia capace di riportare le merengues a primeggiare sul Barcellona, dopo cinque giornate di Liga e un turno di Champions League è già nell’occhio del ciclone. La squadra non diverte, il pubblico rumoreggia e la critica infierisce. Con scarso senso della coerenza, alcuni giornali arrivano a rimpiangere il predecessore dell’uomo di Setubal sulla panchina del Real, quel Manuel Pellegrini che l’anno scorso è stato letteralmente massacrato.

Mou, però, non è tipo da porgere l’altra guancia. E dopo avere accusato i giornalisti italiani di “prostituzione intellettuale”, adesso tratta da incapaci i giornalisti spagnoli. La conferenza stampa della vigilia della sfida di Champions con l’Auxerre è lo scenario che serve allo Special One per scatenarsi. Motivo? Le domande sulla mancata convocazione di Pedro Leon. «È più facile sapere il motivo della convocazione degli altri venti giocatori – si inalbera Mou -. Sarebbe normale parlare di quelli che sono qui. I motivi della sua esclusione? La speculazione è il vostro mestiere, però questo è un problema solo per voi. Lo dico in modo pragmatico e obiettivo: non è stato convocato perché l’allenatore non ha voluto».

Dopo qualche cenno alla partita di oggi contro i francesi, il portoghese si rifiuta di rispondere alle domande sulla Liga: «Questa domanda me la dovete fare il giovedì. Qui non si parla di Athletic o di Barcellona. Adesso tocca alla Champions». Mou non rinuncia a una battuta quando gli viene domandato se si senta in grado di garantire che il Real in un futuro più o meno prossimo giocherà bene: «Tu mi puoi garantire che domani sarai qui? – risponde al malcapitato giornalista -. Lo speri, ma non c’è la certezza. Spero che tu ci sarai, ma non puoi esserne sicuro. Lo stesso vale per me: non posso garantire nulla, quindi spero. La mia esperienza di vita mi dà la tranquillità di dire che mi aspetto di farcela, perché nel calcio generalmente riesco a ottenere le cose che mi propongo, però non posso garantirlo».

A un certo punto, un altro giornalista spagnolo, evidentemente non soddisfatto della precedente risposta di Mourinho, torna a chiedere informazioni sui motivi dell’esclusione di Pedro Leon. Mou risponde piccato: «Non devo giustificarmi – grida -. Se Florentino (Perez, presidente del Real, ndr) viene a chiedermelo a lui devo rispondere, però lui non mi ha chiesto nulla. Parlate di Pedro Leon e sembra che stiate parlando di Zidane o Maradona. È un ottimo giocatore, però due giorni fa giocava nel Getafe. Non è stato convocato per una partita e sembra che stiamo parlando di Zidane, Maradona o Di Stefano. Per giocare, deve lavorare. Se lavora e si allena come voglio io, allora giocherà. Se non lavora in questo modo, per lui sarà dura. Sono le stesse cose che ho detto dieci giorni fa a proposito di Benzema. Perché non mi chiedete quali sono gli altri dieci giocatori che metterò in campo con il francese? Se foste giornalisti sportivi, dovreste chiedermi: “Chi gioca domani?”. Magari mi chiamerà Jean Fernandez (tecnico dell’Auxerre, ndr) per saperlo. Io aspettavo che mi domandaste se Benzema giocherà con Higuain o se quest’ultimo andrà in panchina, ma per voi sembra che esista solo Pedro Leon…». Data questa lezione di giornalismo ai colleghi spagnoli, lo Special One si alza e se ne va. Gliene va dato atto: non ha paura di farsi dei nemici.


Fonte: Tutto Sport

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