Calcio Italiano Serie B – Il dramma di Parma, tra lutto e polemiche

Serie B – Il dramma di Parma, tra lutto e polemiche

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La Figc ha disposto un minuto di silenzio in segno di lutto all’inizio di tutte le gare in programma oggi, mentre Parma e Vicenza esprimono il loro cordoglio alla famiglia di Eugenio Bortolon. Intanto però non si placano le polemiche sulla decisione di portare a termine il match

 

Tifosi VicenzaIL CORDOGLIO DEL MONDO DEL PALLONE – Ore di lacrime e cordoglio a Vicenza, Parma e in tutta l’Italia del pallone, per la morte di Eugenio Bortolon, il tifoso vicentino morto ieri notte in seguito ai traumi riportati dopo essere caduto dagli spalti dello stadio Tardini. La Figc ha disposto un minuto di silenzio in segno di lutto all’inizio di tutte le gare in programma oggi.

In un comunicato pubblicato sul sito ufficiale, la società veneta esprime “profondo cordoglio alla famiglia Bortolon per la tragica scomparsa dell’amato Eugenio, strappato drammaticamente alla vita tifando i colori della squadra del cuore”.

Condoglianze arrivano anche dalla società emiliana: “Il presidente Tommaso Ghirardi, proprietà, consiglieri di amministrazione, dirigenti, tecnici, calciatori, dipendenti e collaboratori tutti del Parma Fc – si legge nel comunicato diffuso domenica mattina – si uniscono al dolore della famiglia Bortolon e di tutti gli sportivi vicentini esprimendo le più sentite condoglianze”.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI – Testimonianze e interrogatori di queste ore stanno intanto cercando di ricostruire con esattezza quanto accaduto. Bortolon, che da poco tempo seguiva in trasferta la compagine vicentina, si sarebbe semplicemente sporto dalla balaustra che chiude sui due lati la curva che ospita i tifosi ospiti, e avrebbe perso l’equilibrio, precipitando per alcuni metri. Contrariamente a quanto dichiarato in un primo momento, la gravità di quanto accaduto sarebbe stata immediatamente percepita da tutto lo stadio. Circostanza che riaccende le inevitabili polemiche sulla decisione di continuare la partita, dopo la sospesnione voluta dai giocatori in campo, con Leon che spedisce il pallone in tribuna e le due squadre che si raccolgono in mezzo al campo ad aspettare notizie sulel condizioni del giovane. Poi, dopo 20 minuti, l’annuncio dello speaker del Tardini che parla di “condizioni critiche ma stabilizzate”, e la decisione di portare a termine i 90 minuti. Le condizioni di Bortolon, in realtà, erano già gravissime.

LE INEVITABILI POLEMICHE – “Non aveva più senso giocare a calcio dopo un dramma simile – spiega Cristian Brojanigo, uno dei capi ultras del Vicenza, presente al Tardini sulla gradinata destinata ai tifosi veneti – Tutti noi ci eravamo resi conto della situazione ed eravamo sconvolti. Anche i tifosi del Parma, che stavano festeggiando la promozione in serie A, hanno capito e il dramma e a loro volta hanno tolto gli striscioni e in parte hanno abbandonato lo stadio”. “Ai nostri giocatori – aggiunge il capo ultrà – che si sono avvicinati alla rete abbiamo chiesto di non giocare e anche quelli del Parma hanno fatto capire che non la sentivano di proseguire. Eppure è stato deciso di portare a termine una partita che con il calcio non aveva più niente a che fare. E’ stata una grande mancanza di sensibilità di fronte a un dramma umano”.

Parole che amplificano quelle rilasciate già ieri, prima del tragico epilogo della notte, da molti dei protagonisti in campo: “Quando c’è la vita umana di mezzo bisogna fermarsi – aveva detto Stefano Morrone – L’unica cosa che potevamo fare noi calciatori era finire la gara non giocando come abbiamo fatto nell’ultima parte della partita”.

Parole simili a quelle del compagno di squadra Lunardini: “Abbiamo dovuto accettare le decisioni del Questore sulla prosecuzione dell’incontro, ma noi volevamo capire bene cosa era successo. Fosse stato per noi avremmo smesso immediatamente di giocare: le decisioni, però, è giusto che le prendano loro e noi rispettarle”. Guidolin aveva sottolineato come dalle due squadre fosse comunque arrivato un messaggio chiaro: “Noi abbiamo dato, assieme al Vicenza, un segnale forte, quello di fermarci, perché non ci sembrava giusto continuare. Poi si è fermato tutto, e del nostro secondo tempo è inutile parlarne, del risultato anche”.


Fonte: Guido Guenci / Eurosport

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