Calcio Italiano Spalletti e Totti divisi sul futuro

Spalletti e Totti divisi sul futuro

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Nella Roma è vicino il rinnovo per il capitano. Ma il tecnicio si interroga su Francesco: “Totti al centro del progetto? Dovremo parlarne”. Il campione non gradisce: lui punta al 2014 e apre allo sconto-ingaggio

 

Spalletti“Le parole sono importanti”, gridava con rabbia Nanni Moretti nel malinconico “Palombella Rossa”. Per questo il rimbombo delle frasi spallettiane su Francesco Totti e il suo futuro — invece di spegnersi nell’immediato dopo partita di Sampdoria-Roma — ha prodotto un’onda lunga con effetti tutti da valutare. Il primo però è chiaro: il capitano giallorosso ci è rimasto male, soprattutto adesso che sta ridiscutendo il nuovo contratto col club della sua vita.

IL PROGETTO – Cosa aveva detto l’allenatore? Niente di offensivo. Anzi, quasi una cosa normale se non si parlasse di un giocatore che per la Roma rappresenta un totem. “Visti gli infortuni, la Roma continuerà a considerare Totti al centro del suo progetto?”, era stato chiesto in tv a Spalletti. “Dovremo parlarne in maniera approfondita a fine stagione — la replica —… ma spero che Totti possa essere ancora disponibile a lungo perché lo ritengo ancora fortissimo”. E poi in sala stampa, a chi temeva l’assenza del capitano e di De Rossi con la Juve, ha risposto: “Voi a Roma pensate che non si possa giocare al calcio senza Totti e De Rossi, ma non è così”.
APPOGGIO – Vero, ma ieri i sussurri di Trigoria sono stati a senso unico: perché queste parole? E le considerazioni sono state queste. Francesco, 32 anni, ha stretto i denti mille volte per dare una mano alla barca Roma anche quando stava male. L’ultima contro l’Arsenal, giocando 120’ che hanno infiammato di nuovo il suo ginocchio. Non solo, nei momenti in cui l’allenatore è stato in difficoltà — due gli esempi citati: la vicenda Chelsea e la questione infortuni — nonostante le perplessità, Totti non lo ha mai criticato e, se mai, lo ha giustificato.
PERSONALITA’ – E allora torna la domanda: perché? Le spiegazioni date ufficiosamente sono state due. 1) Totti (insieme a De Rossi, Panucci e alla responsabile finanziaria Cristina Mazzoleni) è uno dei pochi a confrontarsi (talvolta) con un carattere forte come Spalletti. Gli altri dirigenti — dal d.s. Pradè a Bruno Conti — sono più obbligati alla mediazione. 2) A livello medico e di preparazione Francesco lavora autonomamente, e questo magari può non far piacere a chi comanda. Detto questo, logico che nella rincorsa al 4° posto una frizione di questa portata sia deleteria, e per questo si cercherà di sgonfiare al più presto le malinconie del capitano. Che però non vorrebbe essere preso come alibi qualora, in un prossimo futuro tutto da definire, il rapporto fra la Roma e Spalletti dovesse finire.
IL CONTRATTO – Una cosa è sicura: il prolungamento di Totti non dipenderà da Spalletti. Da maggio i colloqui con la società entreranno nel vivo e Francesco è convinto, come longevità agonistica, di poter essere l’Inzaghi giallorosso. Perciò il suo desiderio sarebbe quello di arrivare fino al 2014, con la promessa che — se si accorgesse di non farcela — sarebbe il primo a fermarsi, passando subito alla dirigenza. Così facendo, sarebbe disposto a ridursi l’ingaggio del 10-20%, anche se tanti dei contratti firmati dal club (tv, sponsor, amichevoli) sono più ricchi proprio per la presenza del campione. Un campione che fa rima con Roma. Spalletti capirà.

Fonte: Gazzetta delo Sport di Massimo Cecchini
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