Mondiali Brasile 2014 Un’altro “senatore” allo scoperto: Pirlo non vuole Allegri come C.T.

Un’altro “senatore” allo scoperto: Pirlo non vuole Allegri come C.T.

Un'altro "senatore" allo scoperto: Pirlo non vuole Allegri come C.T.Un’altro “senatore” allo scoperto: Pirlo non vuole Allegri come C.T.. Dopo il 2-1 contro l’Uruguay i giocatori azzurri sono rimasti negli spogliatoi oltre due ore: Buffon e compagni erano proprio in attesa di Andrea Pirlo, chiamato all’antidoping. Il giocatore della Juventus aveva chiesto di fare un discorso ai compagni: tutto sommato ha dato l’addio alla nazionale.

E’ passata solo una notte e come si dice, la notte porta nuovi pensieri. Andrea Pirlo ci ripensa e fa retromarcia mettendosi nuovamente a disposizione del nuovo Commissario Tecnico della Nazionale Italiana.
Il regista della Nazionale, durante il mesto rientro alla Malpensa, ha fatto intendere che la decisione di lasciare la selezione non è definitiva, e anzi potrebbe essere revocata in caso di necessità. Anche il dimissionario vice presidente della Figc, Demetrio Albertini, si è augurato di rivedere fin da subito in Nazionale il metronomo bresciano, considerato la pietra angolare su cui ricostruire il progetto azzurro. Se queste sono le premesse, il calcio italiano non vuole proprio progredire e la mentalità e la cultura dei vivai non esiste proprio. Se non esiste per chi ha in mano il potere di gestire il calcio in Italia, non esiste neanche per i calciatori ormai “vecchi” e logori vorrebbero dare ancora il loro contrubuto per le sorti migliori della Nazionale Italiana. In Italia purtroppo non abbiamo capito nulla, anzi non hanno capito loro nulla che vorrebbero ancora vestire l’azzurro dell’Italia. Questi giovani calciatori crescono e fanno sacrifici per raggiungere un obiettivo importante e si vedono la strada sbarrata da un Buffon ormai alle soglie dei 37 anni, Pirlo 35 anni, Barzagli prossimo ai 34 anni e Cassano e De Rossi vicini ai 32 anni. Sono loro che dovrebbero capire che non possono dare più nulla alla Nazionale Italiana, invece no, vogliono stare ancora in prima fila e fare i “senatori a vita”.
Ora è iniziato il toto allenatori per chi dovrebbe sostituire l’ormai ex Cesare Prandelli, sono stati tre i nomi che sono spiccati su tutti per la successione: quelli di Roberto Mancini, Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti.
Proprio quella dell’ex mister milanista è ora la candidatura meno probabile dopo il ripensamento di Pirlo: sono noti i trascorsi burrascosi tra l’allenatore livornese e il centrocampista della Juve, che nella sua biografia scrisse che la colpa del suo addio al Milan fu proprio di Max Allegri, che lo voleva schierare in un ruolo non suo, come mezz’ala sinistra.
L’eventuale permanenza di Pirlo in Nazionale di fatto escluderebbe quella di Allegri e come se il regista della nazionale Italiana avesse detto: o lui o io, scegliete voi. Ma dove siamo arrivati. Ma chi comanda in Italia, quelli che stanno nella stanza dei bottoni o i “senatori” calciatori?  Pirlo farebbe a mettersi da parte perchè ha già dato tanto e tutto ai colori azzurri e che la stessa cosa dovrebbero farla i vari Buffon, Barzagli, De Rossi, Cassano e qualche altro che già si sente “senatore”.
Aumentano così le chance di Roberto Mancini e Luciano Spalletti: resta il nodo dell’ingaggio, che dovrà essere inferiore ai 2 milioni di euro. Sia lo jesino che l’allenatore di Certaldo sono abituati a ben altri compensi: chi accetterà il pesante fardello della Nazionale dovrà “accontentarsi”. Ma non è da escludere neanche l’opzione Francesco Guidolin che nelle ultime ore è salita alla ribalta.
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