Calcio Italiano Zenga: «Non voglio parlare di arbitri»

Zenga: «Non voglio parlare di arbitri»

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Il tecnico del Catania: «Voglio tener fede a quanto detto in passato»

 

mascara«Da quando ho avuto l’espulsione in casa contro il Bologna non voglio più parlare con gli arbitri. Quello di Mascara non era fuorigioco, ma non ho protestato». Walter Zenga non fa polemica e accetta con serenità la sconfitta per 1-0 contro l’Atalanta. Nel finale, però, il Catania avrebbe potuto pareggiare, se solo l’arbitro non avesse annullato un gol a Mascara partito in posizione regolare. Ma non è l’episodio a cambiare la gara dei siciliani. «Dico solo che è la prima volta che mi è capita che il quarto uomo entra in panchina a zittirmi perchè le mie urla interferiscono col microfono dell’arbitro. Forse anche in tribuna dovrebbero fare silenzio per non disturbare… – dice ironico Zenga – Ma per quanto riguarda la gara c’è poco da fare. Abbiamo sbagliato la partita, iniziando male e non riuscendo mai ad entrare in gioco. Non abbiamo mai creato un’occasione e così è difficile portare a casa punti. Praticamente non abbiamo fatto nulla».

BILANCIO DEL CATANIA – Il bilancio del Catania, ormai, è in negativo dalla vittoria interna sulla Roma, ultima gara del 2008 seguita da quattro sconfitte e un pareggio. «Sono tante partite che le cose non vanno bene – prosegue il tecnico dei siciliani – Nelle ultime 10 gare abbiamo vinto una sola volta, ma dobbiamo andare avanti per poter raggiungere questi benedetti 40 punti, che vorrebbero dire salvezza. In questo momento è difficile dire se bastano i 26 punti ottenuti finora per stare tranquilli. Bisogna fare corsa su se stessi per migliorare e non abbattersi. Abbiamo raccolto pochissimo ma, come nei momenti belli, bisogna continuare a lavorare anche in quelli brutti. Sarebbe troppo facile stare a parlare solo dei risultati buoni. In questo momento si vedrà di che pasta è fatta la squadra e l’allenatore, come il gruppo reagisce, se è compatto e come si viene fuori da questa situazione. Io comunque ho le idee chiare».


Fonte: Corriere dello Sport

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