Calcio Italiano Serie A Covid-19, dubbi ed incertezze per la ripartenza del campionato di Serie A

Covid-19, dubbi ed incertezze per la ripartenza del campionato di Serie A

282

Gravina e SpadaforaCovid-19, dubbi ed incertezze per la ripartenza del campionato di Serie A. Molte le richieste delle società sulle procedure da seguire in casa di positività di un tesserato dopo la ripresa, le norme per la sanificazione delle strutture e sull’effettuazione dei tamponi.

Covid-19, dubbi ed incertezze per la ripartenza del campionato di Serie A. In attesa delle nuove disposizioni del Decreto della presidenza del Consiglio, il mondo del calcio studia la ripartenza degli allenamenti dopo il protocollo medico che la Figc ha consegnato al ministro allo Sport, Vincenzo Spadafora. Come riporta il Corriere della Sera, il documento non è ancora stato approvato e “chissà se lo sarà dopo che ben 17 medici su 20 dei club di Serie A hanno individuato criticità. Questa è la notizia rilanciata da La Repubblica attraverso la sua edizione online. A scrivere ai medici della Federazione sono stati i responsabili sanitari di Atalanta, Bologna, Cagliari, Brescia, Fiorentina, Hellas Verona, Inter, Lecce, Milan, Napoli, Parma, Roma, Sampdoria, Sassuolo, SPAL, Torino e Udinese. Dopo averne preso visione lo scorso week end solo i responsabili sanitari di Lazio, Juventus e Genoa si sono astenuti dall’esprimere perplessità”. Gli altri hanno invece stilato una lista di venti punti sollevando dubbi sull’effettiva applicabilità organizzativa, logistica e pratica dello stesso.

Covid-19, dubbi ed incertezze per la ripartenza del campionato di Serie A. Molte le richieste di chiarimento e diversificate fra loro: dalle procedure da seguire in casa di positività di un tesserato dopo la ripresa, passando per le norme per la sanificazione delle strutture e sull’effettuazione dei tamponi, arrivando alla gestione del personale dello staff over 65 e alla responsabilità legale a carico del club di fronte ad una nuova positività.

Covid-19, dubbi ed incertezze per la ripartenza del campionato di Serie A. Ma non è tutto. Secondo le tabelle Inail (Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro), infatti, “gli atleti professionisti sono stati inseriti fra i lavoratori con maggior rischio” viene aggiunto, specificando anche il fatto che il Covid-19 è da considerare una “malattia del lavoro” e ciò comporta l’aggravio di responsabilità per i club.