Calcio Italiano Le Pagelle della 21^ giornata di Serie A

Le Pagelle della 21^ giornata di Serie A

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Le pagelle della 21ª giornata di serie A, la seconda del girone di ritorno.

INTER 8,5 Bentornata Inter, prima nelle nostre pagelle come non le capitava dal 3-0 di sei giornate fa sul campo della Lazio. Il 2-0 a Catania vale triplo, perché vince con un uomo in meno per l’espulsione di Muntari; perché si dimostra finalmente una squadra con la felice scoperta di Santon; e infine perché aumenta il distacco su Juventus e Milan. Con un altro dato significativo: da ieri torna ad avere la migliore difesa e (insieme con il Milan) il miglior attacco. Numeri da scudetto.

GENOA 7,5 Complimenti, vecchio Zena. Quando sembrava spacciato agguanta il pareggio contro il Milan con la forza del gioco, dimostrando di meritare il quarto posto con vista sulla Champions League. Milito che firma il gol dell’1-1 è la ciliegina sulla torta di una squadra con molti ingredienti di qualità. E il merito è dello chef Gasperini.

ROMA 7,5 Voto alto soprattutto per la continuità di risultati, perché quella contro il Palermo è la quarta vittoria consecutiva. Trascinata da Totti, che segna e fa segnare Brighi, adesso il quarto posto (del Genoa) è soltanto a 1 punto.

UDINESE 7,5 L’incubo è finito. Dopo 10 partite torna a vincere e lo fa contro la Juventus. Ma soprattutto lo fa con pieno merito, come ai bei tempi di inizio stagione, ritrovando i suoi attaccanti migliori, Quagliarella e Di Natale. E allora complimenti a Pozzo, che ha confermato Marino quando tutti pensavano al suo esonero.

CAGLIARI 7 Terza vittoria consecutiva, contro il Siena, con l’aggancio alla Lazio. Decide ancora Acquafresca, al nono gol, ed è un gol prezioso in una giornata in cui la squadra fatica più del solito.

FIORENTINA 7 Vince, dopo 3 sconfitte consecutive, prima ancora di scendere in campo, allontanando la tentazione di farsi condizionare dal vittimismo. Ha il grande merito di battere il Napoli senza i gol di Mutu (ancora assente) e Gilardino, grazie alle prodezze di Santana e Montolivo. E così può riprendere la corsa al quarto posto.

SAMPDORIA 7 Sguazza nelle rovine di una Lazio allo sbando, esaltata dal sesto gioiello del ritrovato Cassano. A questo punto il vero problema è trovare la continuità mancata fin qui. E il discorso vale per tutti, a cominciare proprio da Cassano.

BOLOGNA 6,5 Dimentica subito la pesante sconfitta contro il Milan, vincendo 1-0 sul campo dell’Atalanta con una fortunata punizione-cross di Volpi che sorprende Coppola. Meglio il risultato del gioco, quindi, che permette a Mihajlovic di guadagnare 2 punti importantissimi sulle quattro squadre di coda.

CATANIA 6 Non ce la sentiamo di condannare una squadra che contro l’Inter cerca con insistenza il gol, prima e dopo il vantaggio della superiorità numerica. Si può discutere all’infinito sull’annullamento del gol di Paolucci, non sulla sfortuna che fa terminare sul palo un tiro di Mascara, sempre sullo 0-1. Per questo esce a testa alta, giustamente applaudito dal pubblico.

CHIEVO 6 Quarta gara nel 2009 senza sconfitte, con un parziale di 8 punti. Contro il Lecce rischia di perdere, ma poi acciuffa il pareggio nel finale. La dimostrazione che il carattere c’è e il venticello della fortuna anche.

MILAN 6 Un’altra occasione gettata via: di battere il Genoa e quindi di agganciare la Juventus, rimanendo nella scia dell’Inter. La conferma che il Milan soffre in generale di alti e bassi, e in particolare chi lo aggredisce. Kakà, Pato e Beckham non bastano, perché l’età media elevata dei centrocampisti e dei difensori svuota in fretta il serbatoio delle energie. E così si spiega il calo nella ripresa, simile a quello di due gare fa contro la Fiorentina.

REGGINA 6 Non vince da 8 partite, ma il ritorno di Orlandi in panchina, per la serie “meglio tardi che mai” offre un barlume di luce sulla difficile strada della salvezza. Lo 0-0 sul campo del Torino non è un risultato da gettare via, sia perché in coda non vince nessuno, sia perché il portiere più impegnato è Sereni.

SIENA 6 Sconfitto sul piano del risultato a Cagliari, ma non a livello di gioco perché la squadra di Giampaolo conferma di meritare applausi. Ancora una volta, però, paga la mancanza di peso e di precisione in attacco, come dimostrano i suoi 15 gol in 21 gare, soltanto 1 meno del Chievo.

ATALANTA 5,5 Sfortunata, perché Floccari colpisce la traversa sullo 0-0 e perché il Bologna vince con una punizione di Volpi che era un cross. Ma anche al di sotto del suo solito standard casalingo, senza il solito grande Doni. Come se si fosse fermata dopo la partita perfetta contro l’Inter.

PALERMO 5,5 Il palo di Mchedlidze, dopo il pareggio di Cavani, può valere come alibi ma non basta. A Roma interrompe la serie di tre vittorie consecutive che lascia la squadra di Ballardini alle spalle del trenino delle 4 in corsa per il quarto posto.

TORINO 5 La vittoria mancata nelle ultime 9 partite non arriva nemmeno contro la cenerentola Reggina. E il palo di Dzemaili è una magra consolazione, perché il Torino fa troppa fatica sul piano del gioco. E domenica andrà sul campo dell’Inter, che ha già stravinto all’andata. Allegria.

LECCE 4,5 Errare è umano, perseverare è diabolico. E questo Lecce è davvero diabolico perché in due giornate getta via 4 punti che adesso gli consentirebbero di essere davanti al Bologna alla pari della Sampdoria. Dopo essere stato due volte in vantaggio contro il Torino, va in vantaggio anche sul campo del Chevo ma poi si fa di nuovo raggiungere nel finale. Se continua così, fa la fine del Diavolo: precipitando all’inferno.

NAPOLI 4,5 Brutta sconfitta e con questa sono 3 consecutive. Ha l’alibi di aver perso tutti i portieri e dopo l’infortunio di Gianello ha debuttato il diciassettenne Sepe. Ma il Napoli che va kappaò anche a Firenze sembra di colpo irriconoscibile, sempre più lontano dal quarto posto.

LAZIO 4 Questa si chiama crisi. Quattro gol presi in casa dal Cagliari, 3 fuori dalla Sampdoria. La squadra non c’è più con la testa e con le gambe. E non paga nemmeno il turnover di Rossi.

JUVENTUS 4 Si può perdere anche dopo una serie d’oro, ma non così senza lottare, come se non fosse nemmeno arrivata a Udine. Forse è stato un peccato di presunzione. Forse è pesata più del previsto l’assenza di Del Piero. O più probabilmente erano stati sottovalutati gli scricchiolii avvertiti nella partita vinta faticosamente contro la Fiorentina. Anche se siamo convinti che la Juventus rialzerà la testa, come ha fatto dopo le altre sconfitte.


Fonte: Gazzetta dello Sport di Alberto Cerruti

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