Calcio Italiano Le pagelle – Catania, un 10 per Candido

Le pagelle – Catania, un 10 per Candido

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Massimo dei voti alla squadra di Zenga che torna a vincere e giocare come sarebbe piaciuto al “Direttore”. Juve e Genoa al top, Inter e Milan in sofferenza. Napoli senza alibi e difesa

 

Le pagelle della 25ª giornata di serie A, la sesta del girone di ritorno.

Alessandro PotenzaCATANIA 10 – Voto simbolico, il più alto di sempre, dedicato a Candido Cannavò che aveva incominciato a Catania la sua straordinaria carriera. E’ bello che la squadra di Zenga vinca la prima partita del 2009 proprio nella domenica in cui Cannavò passa dal rosa della sua Gazzetta all’azzurro del cielo.
JUVENTUS 8 – Aveva il compito più difficile tra le nostre squadre in Champions League. Sul campo del Palermo, contro cui aveva perso la prima partita di campionato, soffre all’inizio, ma poi vince con grande autorità anche senza Del Piero. Ritrova i gol di Trezeguet e alla fine passa con lo stesso 2-0 con cui aveva vinto l’Inter. Un messaggio alla capolista: la Juventus non si è ancora arresa.
GENOA 8 – Non c’è bisogno del solito Milito per far capire una volta di più che il Genoa è una (grande) squadra vera, più che mai in corsa per arrivare al quarto posto. E non inganni il successo di misura, perché Gasperini dà una lezione tattica al Napoli, impostando una partita perfetta.
LAZIO 7,5 – Per la serie “meglio tardi che mai”, la Lazio torna a vincere dopo 6 giornate, dopo il lontano 3-2 sul campo della Reggina nella prima giornata del 2009. Il 2-0 a Lecce vale l’aggancio al Napoli, ma soprattutto può chiudere il periodo più buio.
TORINO 7 – Di questo passo la vittoria arriverà presto, avevamo scritto la settimana scorsa dopo il quinto pareggio consecutivo sul campo della Lazio. E contro l’Udinese la vittoria, attesa dalla fine del 2008, finalmente è arrivata. Merito di Dellafiore, ma soprattutto dei cambi di Novellino e di un grande secondo tempo della squadra, finalmente al di sopra del terz’ultimo posto, alla pari con il Bologna.
INTER 6,5 – Ebbene sì, il voto in questo caso tiene conto soprattutto dell’importanza del risultato, perché il 2-1 sul campo del Bologna è più sofferto del 2-1 contro il Milan. Se Julio Cesar è di nuovo il migliore in campo, vuol dire che ci eravamo sbagliati a dire che l’Inter era Ibra-dipendente. Perché i salvataggi del portiere valgono come i gol dello svedese. E se Mourinho recupera anche Balotelli, ha il jolly vincente per il gran finale. Come l’anno scorso.
MILAN 6,5 – Per par condicio, vale il discorso fatto per l’Inter, perché anche il Milan sbanda e soffre prima di vincere con un pizzico di fortuna. Ancelotti ha l’alibi delle numerose assenze e del valore del Cagliari, che nel 2009 ha fermato l’Inter e battuto la Juventus, sempre in trasferta. Graziati dalla traversa di Cossu, i rossoneri vincono con un gol del fischiato Seedorf: quanto basta per rimanere al terzo posto.
SAMPDORIA 6,5 – Cassano crea e Pazzini conclude, segnando il quarto gol consecutivo. La Sampdoria ha trovato la nuova coppia che diverte e vince. E la vittoria contro la lanciatissima Atalanta, quindi, vale doppio. Con una domanda ricorrente: dove sarebbe adesso la Sampdoria se avesse avuto Pazzini dall’inizio?
BOLOGNA 6,5 – Un’altra partita con più applausi che punti. Dopo l’1-1 a Napoli, ecco l’1-2 in casa con l’Inter. Ma per la reazione della squadra dopo il primo gol di Cambiasso, il Bologna trasformato dall’ingresso di Marazzina meriterebbe il 2-2, negatogli soltanto da un grandissimo Julio Cesar.
CAGLIARI 6,5 – Sconfitto come il Bologna, ma assolto con lo stesso bel voto perché il risultato non è tutto, quando si gioca così. Una traversa di Cossu, altre occasioni mancate di un soffio, anche per le parate di Abbiati, dimostrano che il Cagliari non è un bluff. Dopo lo svantaggio, però, non ha più la forza di risalire la corrente come fece contro la Juventus, passando dall’1-2 al 3-2.
FIORENTINA 6,5 – Sta diventando il terrore degli ultimi secondi, tra le proteste degli avversari di nuovo in inferiorità numerica. Dopo il gol del 3-3 contro il Genoa, Mutu si ripete a tempo scaduto contro il Chievo, firmando il prezioso 2-1 che tiene i viola al quarto posto. Ma il merito della rimonta dopo lo 0-1 iniziale va anche a Gilardino che segna il gol dell’1-1: uno meno del capocannoniere Di Vaio, uno più di Ibrahimovic, e senza rigori.
CHIEVO 6 – Povero Chievo. Non ce la sentiamo di infierire dopo la beffa di Firenze. Va in vantaggio e vi rimane a lungo, poi viene raggiunto e quando è in dieci per l’espulsione di Bogdani è superato a tempo scaduto da Mutu, perdendo per la prima volta nel 2009. Ma al di là del coraggio e della sfortuna, come può pensare di salvarsi con il peggior attacco del campionato?
PALERMO 6 – Anche il Palermo merita la sufficienza malgrado la sconfitta, perché parte benissimo, colpendo una traversa e spaventando la Juventus. A tratti sembra padrone, ma poi viene punito dalla concretezza dei bianconeri e fermato da Buffon.
ROMA 6 – Torna al successo dopo il naufragio di Bergamo, ma senza esaltare come nelle sue giornate migliori. Con il ritorno al vecchio modulo (4-2-3-1) basta una prodezza di Taddei, quattordicesimo giallorosso in gol in campionato, per ottenere un successo più importante che bello.
ATALANTA 5,5 – Un passo indietro dopo le tre vittorie consecutive senza gol al passivo. E siccome ci aveva abituato bene, e va considerata una grande nella scia delle migliori, è difficile giustificare la sconfitta contro la Sampdoria, malgrado l’infortunio di Doni.
SIENA 5 – Lontano da casa, dove ha ottenuto soltanto 5 punti come Catania e Torino, si conferma un tenero grissino anche per la Roma. Un punto nelle ultime 4 partite è la spia di una crescente emergenza. E se l’attacco è il penultimo del campionato, migliore soltanto di quello del Chievo, è il caso di preoccuparsi.
UDINESE 5 – Regge un tempo sul campo del Torino, poi si arrende al gol di Dellafiore e più in generale alla superiorità della squadra di Novellino. Ma al di là dei valori tecnici, l’Udinese paga a livello fisico la fatica per la trasferta di coppa Uefa in Polonia.
LECCE 4 – Brutta sconfitta casalinga contro la Lazio, ancora più brutta per la concomitante vittoria del Torino che scavalca il Lecce, lasciandogli il cerino acceso del terz’ultimo posto. Ma soprattutto, nonostante i tre pali, il terzo kappaò consecutivo conferma le gravissime lacune della difesa. E i fischi del pubblico non aiutano.
REGGINA 4 – Colpo durissimo, perché lo 0-2 di Catania spezza la serie di 4 pareggi consecutivi. Va bene che perdono anche il Chievo e il Lecce, ma il Torino si stacca. La difesa continua a prendere gol e con la peggiore difesa del campionato, come può pensare di salvarsi?
NAPOLI 3 – Senza difesa e senza alibi. C’era una volta in cui il Napoli in casa vinceva sempre ed è storia recente della prima parte del campionato. Adesso c’è una squadra smarrita che subisce una severa lezione dal Genoa, riuscendo a tirare in porta soltanto una volta a tempo quasi scaduto. Napoli, se ci sei ancora batti un colpo, perché così rischi di sprofondare sempre di più.

Fonte: Gazzetta dello Sport di Alberto Cerruti
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