Calcio Italiano Marchegiani: “Quando Julio era mia riserva al Chievo”

Marchegiani: “Quando Julio era mia riserva al Chievo”

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L’ex portiere, ora commentatore Sky, racconta gli esordi italiani del portiere brasiliano, che nel 2005 fu acquistato dall’Inter e girato in prestito ai veronesi: “Da subito ha dimostrato grandi doti, ma sarebbe stato controproducente gettarlo nella mischia per la salvezza. Ma lui si allenava come se dovesse andare ogni domenica in campo”

 

Julio Cesar

Altra prestazione super di Julio Cesar, dopo Bologna il Manchester: parate ai

limiti dell’impossibile (guarda il video delle parate più belle). Decisive. E allora viene da chiedersi: ma quanto tempo in realtà è passato dal gennaio 2005? “Comprendo la battuta, in effetti quattro anni possono sembrare pochi per un’esplosione di questa portata”. Luca Marchegiani, oggi apprezzato opinionista di Sky, può andare in giro a dire “Vedete il portiere dell’Inter e del Brasile? Era la mia riserva”. Perché giocava lui da titolare nel Chievo quando Julio Cesar bussò alla porta degli spogliatoi, in ciabatte e con un accenno di pancetta dovuto all’inattività, per il suo primo allenamento italiano. Rimase a lavorare fino a giugno, nemmeno un minuto in partite ufficiali. Caro Marchegiani, lei è uno spietato. Oppure non aveva capito che razza di talento fosse questo brasiliano…

L’OBIETTIVO DICHIARATO – “Ah, ah… Ma no, ma no. Sapevo tutto, lo conoscevamo ed eravamo al corrente della situazione. L’Inter non potendolo tesserare direttamente lo girò al Chievo perché si ambientasse. E devo dire che sarebbe stato crudele e controproducente gettarlo nella rovente mischia per la salvezza. Sapevamo che aveva vinto da titolare la coppa America e notammo immediatamente le sue qualità di base, ma lui stesso si rendeva conto che gli avrebbe fatto meglio vivere con noi un’esperienza soft, da studioso del nostro campionato. E si dedicò al compito con grande serietà: si allenava come se dovesse andare ogni domenica in campo. Ricordo che mi colpì la forza mentale, la determinazione con cui inseguiva il suo obbiettivo dichiarato: diventare il titolare dell’Inter. C’è riuscito in un arco di tempo assai breve, stimando Toldo pensavo che per il brasiliano ci volesse di più. Ha saputo sfruttare le occasioni che gli ha dato Mancini”.

LA QUALITA’ – Questa la pagella tecnica di Marchegiani. “Di Julio ammiro la rapidità negli spostamenti e la capacità di leggere il gioco che lo porta a essere sempre ben piazzato. Inoltre ha doti acrobatiche che gli permettono interventi spettacolari oltre che difficilissimi”.

Fonte: Gazzetta dello Sport di Nicola Cecere
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