Calcio Italiano Milan, incredibile Inzaghi Tripletta da terzo posto

Milan, incredibile Inzaghi Tripletta da terzo posto

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Punizione eccessiva per l’Atalanta, priva di Doni e Floccari, che viene sconfitta 3-0 dai rossoneri con il tris del suo inossidabile bomber. Ottima la prova di Beckham sotto gli occhi di Victoria

 

InzaghiFilippo Inzaghi: professione gol. All’Atalanta ne infila tre. Tre gioielli che vanno a ingrossare il suo archivio infinito. Provvidenziali perché tolgono il Milan dall’impaccio, contro la bella squadra di Luigi Del Neri che fino al 2-0 di SuperPippo aveva sfiorato più volte il pareggio, a quel momento più che meritato. E’ il 3-0 che potrebbe cambiare il vento e dare più convinzione al Milan che si appresta a ritrovare Kakà e che nell’attesa sfodera un ottimo Beckham. Una risposta alle proteste dei tifosi che sfoderano striscioni piccati e provocatori. Uno su tutti: “C’era una volta il Milan dei sogni, ora una squadra da circo Togni”.

BECKH COME KAKA’ – E nel vertice alto del rombo ruggisce David Beckham. Il leone inglese diventa così il trequartista del giorno, dovendo Carlo Ancelotti rinunciare, oltre a Kakà e Ronaldinho, anche a Seedorf. Il tecnico avanza Jankulovski a centrocampo alla sinistra di Pirlo, coadiuvato a destra da Flamini. In difesa la coppia centrale è composta d Sanderos e Maldini. Binomio fondamentale contro la vivace Atalanta, che lamenta però assenze fondamentali come Doni e Floccari, ma Del Neri recupera Guarente e in attacco, nel 4-4-1-1, punta su Padoin e Plasmati.
INCREDIBILE PIPPO – Il prolungamento del contratto fa bene a Beckham che diventa il propulsore di tutte le attività rossonere. Il biondo centrocampista fa valere la sua intelligenza calcistica; quella sua capacità di raccogliere il meglio con il minimo sforzo. Tutto sommato parte da lui la rete del vantaggio al 7′, poi rifinita da Jankulovski che pesca in mezzo all’area Inzaghi, infallibile anche al volo di sinistro. Il gol innesca una valanga di opportunità che il Milan non sa fruttare per l’organizzazione difensiva dell’Atalanta che non perde la testa. E al Milan che regala sprazzi di grande calcio, replica con il pressing e la velocità dei suoi elementi. Guarente e Bellini dettano i tempi e la squadra di Ancelotti è costretta a difendersi con i denti.
BELL’ATALANTA – I ragazzi di Del Neri, nonostante le assenze, possono contare su sostituti all’altezza. Così anche Peluso diventa pedina fondamentale per tentare di riacciuffare il risultato. Ma a salire in cattedra è Abbiati che innesca un duello personale con i nerazzurri. Tre i miracoli del portiere rossonero che devia in angolo due tentativi di Plasmati e uno di Guarente. Il Milan fa trincea e ad esaltarsi è Flamini che è tornato l’instancabile motorino dell’Arsenal. A scuotere di tanto in tanto la squadra è Beckham, il quale confeziona assist di rara bellezza, che Pato e Inzaghi, chiusi nella morsa dei raddoppi, non riescono a sfruttare.
MA PIPPO ESAGERA – Il giovane brasiliano spreca la palla del raddoppio al 6′ della ripresa, ipnotizzato da Consigli che gli copre lo specchio della porta. Ma è un timido raggio di sole, perché l’Atalanta non molla e senza timore alcuno pressa il Milan in evidente disagio. Basta e avanza la richiesta di Bonera, che chiede ad Ancelotti cambi per la difesa. Costretto spesso ad arretrare sul pressing asfissiante dei nerazzurri, il Milan vive sulle individualità, sui tentativi velleitari che non hanno mai sbocco. Continuano invece a sbagliare i ragazzi di Del Neri che falliscono nuovamente con Ferreira Pinto al 19′. I nerazzurri si rinforzano con De Ascentis e Defendi e sbattono in faccia al Milan il tridente, promettendo sfracelli. Sembrerebbe sfida dal destino segnato, con il consueto pareggio consegnato agli avversari. Invece la gara cambia direzione e nello spazio di tre minuti Inzaghi regala una doppietta d’autore, ancora di piede. Uno uno-due straordinario per SuperPippo, davvero eccessivo per l’Atalanta fino a pochi secondi prima in partita. Il gol dell’apoteosi, che porta il bomber a quota 298 nei campionati professionistici. Con la promessa che il muro dei 300 sarà facilmente abbattuto.

Fonte: Gazzetta dello Sport di  Gaetano De Stefano
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