Calcio Italiano Milevskiy, il nuovo Sheva sogna l’Italia

Milevskiy, il nuovo Sheva sogna l’Italia

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Il centravanti ucraino della Dinamo Kiev ha una media-gol da applausi: 7 reti in 10 partite

 

MilevskiyHa capito che la sua carriera è a un bivio: ha raggiunto quella fascia d’età, 24 anni, che nel calcio comincia a tracciare quasi sempre una linea fra aspettative e realtà, promesse e certezze. Artem Milevskiy, centravanti ucraino della Dinamo Kiev, sette gol in dieci partite di campionato, sogna un posto in Italia o in Inghilterra: vuole ripercorrere la carriera di Andriy Shevchenko, suo idolo e da tre mesi anche suo compagno di squadra. Potenza e classe: un repertorio completo. Un metro e novanta di forza e tecnica. Elevazione, scatto, dribbling: sta trascinando la Dinamo Kiev verso lo scudetto e ha firmato anche l’ultima vittoria sul campo del Dnipro. E’ diventato uno dei leader della squadra allenata da Valeriy Gazzaev, prima in classifica con trentuno punti in undici giornate: lo Shakhtar Donetsk di Mircea Lucescu è secondo a quota 25.

LA STORIA – Artem Milevskiy, classe ‘85, è stato scoperto da Alexei Mikhailichenko, il biondo centrocampista dell’Unione Sovietica di Valeri Lobanovski che nel ‘91 aveva vinto lo scudetto con la Sampdoria di Paolo Mantovani, prima di giocare in Scozia per cinque stagioni con i Rangers Glasgow. Milevskiy ha iniziato a giocare nella scuola-calcio dell’Obolon e più avanti è stato tesserato dal Borisfen, fino a sbarcare nel settore giovanile della Dinamo Kiev. Nel 2002, quando aveva appena compiuto diciassette anni, ha esordito nella serie A ucraina: un’intuizione di Mikhailichenko, che nel frattempo aveva cominciato l’avventura da allenatore nel club biancoblù. Un battesimo con sei presenze e una rete in campionato per questo centravanti nato a Minsk il 12 gennaio del 1985, alto un metro e 90 per un peso-forma di 78 chilogrammi, in possesso di buoni fondamentali e di una velocità impressionante.

LA SCALATA – Nei primi due anni ha fatto la riserva, ma ha vissuto lo stesso emozioni forti: due scudetti da baby emergente nel 2003 e nel 2004. Consensi e applausi per questa prima punta, protagonista part- time nel suo club e a tempo pieno nelle nazionali giovanili. Proprio un gol di Milevskiy, il 15 luglio del 2004, aveva eliminato in semifinale gli azzurri di Paolo Berrettini nel campionato Europeo Under 19, sul campo di Kriens. Era l’Italia di Coda, di Galloppa, di Masiello, del portiere Viviano e di Montolivo. Ma non è il suo unico anello di congiunzione con il calcio italiano: Milevskiy aveva esordito in Champions League il 10 dicembre del 2003 contro l’Inter di Zaccheroni, gara terminata 1-1 con i gol del brasiliano Diogo Rincon e di Adani. In quella circostanza Milevskiy fu inserito da Mikhailichenko al posto del difensore Peev a sei minuti dalla fine.

LE CARATTERISTICHE – Nella Dinamo Kiev la sua crescita è proseguita sotto la guida di Anatolij Demjanenko, con il quale ha conquistato (nel 2006-07) il suo primo scudetto. Da allora ha trovato continuità di rendimento e spessore, contribuendo con dieci gol alla vittoria di un altro campionato (2008-09). La sua maturazione emerge dai numeri: all’inizio Milevskiy era un attaccante brillante, ma poco concreto. Fino al 2007 aveva segnato solo dieci gol in cinquantadue partite. Negli ultimi due anni e mezzo la musica è cambiata: ventidue reti. Ha imparato a essere furbo e scaltro in area di rigore, ha meno pause: si prende le responsabilità, non si accontenta di qualche lampo, cerca la porta come un attaccante di razza. E’ spietato, sa sfruttare gli errori e le incertezze dei difensori, è bravo di testa. Nella sua bacheca con la Dinamo Kiev ha infilato anche quattro coppe dell’Ucraina e quattro Supercoppe. Milevskiy indossa la maglia numero dieci. Ha forza, potenza, è elegante, difende bene il pallone e fa salire la squadra. Mikhailichenko è considerato il padre putativo di questo attaccante, diventato uno dei pilastri della nazionale ucraina, guidata adesso proprio dall’ex compagno di Mancini nella Sampdoria.

IL SOGNO MONDIALE – Seconda nel girone di qualificazione al mondiale in Sudafrica, alle spalle dell’Inghilterra, l’Ucraina si giocherà l’ingresso alla fase finale nello spareggio con la Grecia. E Milevskiy, ventuno presenze e quattro reti, è un po’ il simbolo nuovo di un gruppo che nel 2006 aveva trovato sulla sua strada, nei quarti di finale, l’Italia di Marcello Lippi. In campionato sta segnando con una regolarità che rafforza le speranze di Mikhailichenko: sette gol, tutti pesanti, dalla metà di luglio alla fine di ottobre, contro Chernomorets, Tavria, Kryvbass, Vorskla Poltava, Zorya Luhansk, Obolon Kiev e Dnipro.


Fonte: Corriere dello Sport di Stefano Chioffi

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