Coppe Supercoppa Spagnola, apre Villa, chiude Neymar: Messi ko

Supercoppa Spagnola, apre Villa, chiude Neymar: Messi ko

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L’andata della Supercoppa spagnola finisce 1-1: apre le danze uno scatenato Villa, ma l’Atletico Madrid si fa acciuffare dal brasiliano, entrato in campo nell’ultima mezz’ora dopo che la stella argentina si era infortunata nel primo tempo.

NeymarLasciate perdere il 7-0 inflitto soltanto pochi giorni fa al Levante. Il Barcellona torna sulla terra a Madrid, lì dove va in scena per la finale d’andata della Supercoppa di Spagna. Merito dell’Atletico Madrid guidato dal “Cholo” Simeone, che dopo aver spazzato via il Real nella finale di Coppa del Re riesce nell’impresa a metà nei primi 90’ del primo trofeo dell’anno. Apre David Villa, che dopo 12’ ricorda a tutti i catalani che la vendetta è un pasto da servire freddo. E chiude Neymar al 66’, alla prima realizzazione ufficiale con la nuova maglia. In mezzo, il nuovo stop di Lionel Messi, rimpiazzato dopo un primo tempo deludente per problemi muscolari. Ritornare con i piedi per terra è anche questo.

VILLA TITOLARE, NEYMAR ANCORA IN PANCA – Diego Pablo Simeone lascia in panchina i nuovi acquisti Demichelis e Insua, confermando il 4-2-3-1 tradizionale con il grande ex Villa prima punta e il trio composto da Koke, Arda Turan e Diego Costa a supporto. Tata Martino lascia fuori Fabregas e Neymar, schierando i blaugrana con il classico 4-3-3 con Sanchez e Pedro al fianco di Messi in prima linea. Mascherano parte ancora titolare al centro della difesa, considerati anche i ko di Bartra e Puyol.

VILLA ED E’ SUBITO VENDETTA – Si gioca alle 23, ma l’atmosfera al Calderòn è decisamente “caliente”. Il Barcellona prende subito in mano il pallino del gioco, eppure la brillantezza non c’è. Niente movimento senza palla, pochi spazi lasciati dall’Atletico Madrid. E alla prima occasione i Colchoneros partono in ripartenza. Villa triangola con Arda Turan, che gli restituisce un pallone d’oro al limite dell’area. Il Guaje non si fa pregare e insacca con un mezzo esterno al volo che si infila nell’angolino basso alla sinistra di Valdés. Una mazzata tremenda all’orgoglio catalano, rinverdito più dalla divisa giallorossa scelta dal Barça che dalla prestazione degli uomini di Martino. Che non reagiscono affatto, subendo l’aggressività dei padroni di casa. Tanti calci, poco calcio. E il primo tempo va in archivio con il minimo scarto per l’Atletico.

MESSI KO, MA CI PENSA NEYMAR – La ripresa si apre con la notizia-shock del secondo cambio di fila per la Pulce, rimpiazzata al 46’ da Fabregas. Niente scelta tecnica, però, perché Messi è stato frenato da dei problemi alla coscia sinistra, un infortunio che verrà valutato nei prossimi giorni con grande attenzione. Il Barcellona ricomincia a palleggiare e al 49’ sfiora l’1-1 con Cesc, che tentenna dopo una respinta di Courtois su Sanchez. Martino decide di giocarsi anche la carta Neymar al 59’, inserendo il brasiliano al posto di uno spento Pedro. E, dopo 7’, la stella della Seleçao va in gol. Splendido cross di Dani Alves dalla destra, marcatura “da Liga” di Juanfran e incornata vincente sul primo palo. Alla seconda partita ufficiale, il primo gol di Neymar che si sblocca in Supercoppa Spagnola contro l’Atletico Madrid come era accaduto nel 1996 a Ronaldo. Villa spaventa ancora Victor Valdés con una conclusione angolata, ma le pile dei Colchoneros si sono esaurite e si chiude con il Barça in avanti. Senza esito, però. Perché al Calderòn finisce 1-1. Deciderà tutto il ritorno di mercoledì prossimo (sempre alle 23) al Camp Nou. Con o senza Messi?

BARCELLONA CON I PIEDI PER TERRA – A volare alto è soltanto Neymar, che pure con una prestazione tutt’altro che stratosferica, è riuscito a togliersi la grande soddisfazione di aver salvato i catalani nel momento del bisogno. Quello causato dall’infortunio di Neymar, ma anche quello generato dalle condizioni ben poco brillanti del blocco spagnolo. Se Piqué e Busquets sono stati tutto sommato dignitosi, Jordi Alba, Xavi, Iniesta e Pedro sono parsi in netto ritardo. E, senza di loro, il Barcellona non può spiccare il volo.

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