Calcio Italiano La Roma vince soffrendo.. 4° posto più vicino

La Roma vince soffrendo.. 4° posto più vicino

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Dopo una mezz’ora di dominio e gol (2-0 firmato da Totti e Brighi al 3′ e 13′), i padroni di casa rallentano e si fanno raggiungere (Munari al 31′ pt e Papadopoulos al 10′ st). Decide un rigore del capitano, che supera così Amadei ed è ora a 3 gol da Boniperti

 

TottiLa Roma alla fine supera il Lecce 3-2 e si avvicina all’agognato quarto posto, da cui ora dista 5 punti, complici le sconfitte del Genoa (ieri) e della Fiorentina (oggi). La Roma dei sette infortunati (l’ultimo in ordine cronologico è Taddei, che si fa male durante il riscaldamento) e due squalificati (Mexes e Panucci), oltre a Spalletti rimpiazzato in panca da Domenichini, va di fretta. Perché l’Olimpico è il suo stadio preferito, perché la sconfitta di ieri del Genoa ridà fiato alle velleità da quarto posto, perchè l’opaco Lecce da trasferta è boccone goloso per chi ha certe ambizioni. E anche perché il pesante k.o. pre-pasquale nel derby rivendica riscatto immediato. Così si affaccia in campo una squadra determinata a realizzare tutti i suoi desideri e a dare concretezza alle sue velleità.

PRIMO TEMPO – Così Totti dopo 3′ già trova la via del gol: è la sua rete n. 174, nonché l’aggancio ad Amadei, decimo bomber di serie A di tutti i tempi (che poi sarà anche scavalcato, perché nella ripresa Totti segnerà ancora). Il capitano è pronto a superare Benussi con un tap-in di destro, dopo una respinta del portiere leccese su punizione di Baptista. Caserta non ci sta, ma al 6′ la sua conclusione termina alta e soprattutto lui è costretto a lasciare il campo per infortunio. Visti gli altri tre indisponibili (oltre agli squalificati Giacomazzi, Vives e Schiavi), anche il Lecce vive una situazione di semi-emergenza. E soprattutto dà l’impressione di non riuscire più ad arginare il centrocampo giallorosso, che diventa padrone del campo, De Rossi su tutti. Al 13′ arriva il raddoppio (nonché il gol n. 50 della Roma in questo campionato): Brighi anticipa Benussi da distanza ravvicinata su un cross di Motta, la difesa del Lecce non dà segni di vita. Fino alla mezzora è monologo giallorosso, con Totti e soprattutto Baptista vicini al tris. Poi però il Lecce si scuote: Munari prima fa le prove generali, con un colpo di testa che non trova lo specchio su cross di Zanchetta, poi dimezza lo svantaggio al 31′: De Rossi devia involontariamente un cross di Polenghi e Munari è pronto a infilare Artur. La gara si riapre, la Roma reagisce e cerca l’aggressività perduta. Ma è Tiribocchi, al 40′, a sfiorare il pareggio.
SECONDO TEMPO – La Roma sa di averla fatta grossa, consentendo al Lecce di riaprire l’incontro. Ma certo il 2-2 non era nemmeno nei suoi peggiori incubi: e invece il pareggio arriva, al 10′, siglato da Papadopoulos, alla sua prima rete italiana, su assist di Tiribocchi. Ma dalla delusione alla gioia per i giallorossi il passo è breve: al 14′ Mazzoleni vede quel che non c’è, ossia un fallo di Edinho su Baptista e concede un generosissimo rigore. Totti non sbaglia dal dischetto, sigla il suo decimo gol in campionato, superando Vucinic nella classifica giallorossa e toccando quota 175 gol in A. Superato Amadei, ora è a tre reti da Giampiero Boniperti (178). Ma il Lecce non demorde: Artur si oppone a una punizione di Zanchetta, poi Konan, appena entrato, viene stoppato in extremis da Motta. Un minuto dopo, al 27′, Ariatti commette un fallo a piedi uniti su Pizarro e viene espulso. Risale dunque in cattedra la Roma, così com’era stato nella prima mezz’ora di gara, torna a macinare gioco e occasioni, ma la girandola del gol si ferma qui.

Fonte: Gazzetta dello Sport di Livia Taglioli
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